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title: "UNSW sviluppa un nuovo impianto osseo stampato in 3D"
url: https://www.voxelmatters.com/it/unsw-sviluppa-un-nuovo-impianto-osseo-stampato-in-3d/
date: 2026-01-13
modified: 2026-01-12
lang: it
author: "Edward Wakefield"
description: "Secondo quanto reso noto dalla University of New South Wales (UNSW), un team di ricercatori ha sviluppato un nuovo impianto stampato in 3D che potrebbe trasformare il trattamento di fratture..."
categories:
  - "AM nel settore medico"
  - "Ricerca AM"
  - "Ricerca e istruzione"
  - "Ricerca medica"
tags:
  - "future"
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# UNSW sviluppa un nuovo impianto osseo stampato in 3D

[Secondo quanto reso noto dalla University of New South Wales (UNSW)](https://www.unsw.edu.au/newsroom/news/2025/10/new-3d-printed-implants-could-revolutionise-bone-healing), un team di ricercatori ha sviluppato un nuovo impianto stampato in 3D che potrebbe trasformare il trattamento di fratture e lesioni ossee, avvicinandosi ulteriormente alla realizzazione di impianti personalizzati e biodegradabili.

Questi impianti, [noti come scaffold ossei](https://www.voxelmatters.com/cityu-hk-researchers-3d-print-bone-scaffolds-with-superelasticity/), sono strutture minuscole e porose impiantate nel corpo per favorire la rigenerazione dell’osso danneggiato. Agiscono come un’impalcatura temporanea, offrendo alle cellule una base su cui aderire, crescere e ricostruire il tessuto. Una volta completata la guarigione, lo scaffold si dissolve in modo sicuro, eliminando la necessità di un secondo intervento chirurgico per la sua rimozione.

Finora, la maggior parte degli scaffold si basava su geometrie semplici e ripetitive, che non riflettono la complessità dell’osso reale. Questa nuova ricerca, guidata dal dottorando Kaushik Raj Pyla, adotta invece un approccio diverso. Il team ha utilizzato strutture reticolari stocastiche, caratterizzate da design irregolari e a distribuzione casuale, per replicare in modo più accurato l’architettura interna dell’osso. Queste strutture sono state stampate utilizzando acido polilattico (PLA), un polimero biodegradabile comunemente impiegato in [applicazioni medicali](https://www.voxelmatters.com/it/voxelmatters-medical-am-focus-2025-ebook/). Per garantire una stampa pulita e accurata, il team ha ottimizzato la temperatura di stampa e le impostazioni di retrazione, superando problemi tipici della stampa 3D come il cedimento del materiale e la formazione di filamenti.

"L’osso può subire danni in molte parti del corpo e la sua struttura varia in base alla posizione", ha spiegato Kaushik. "Volevamo capire se riprodurre questi pattern potesse favorire la rigenerazione. L’idea era partire da strutture ossee esistenti e verificare se potessero essere ricostruite tramite la stampa".

Per testare questa ipotesi, i ricercatori hanno realizzato scaffold con diverse direzioni di gradiente interno, ad esempio longitudinale, trasversale e diagonale, analizzando la risposta di ciascun design alle sollecitazioni meccaniche. I risultati hanno mostrato che gli scaffold offrono prestazioni nettamente migliori sotto carichi d’impatto improvvisi rispetto a pressioni lente, assorbendo rapidamente l’energia e mostrando modalità di frattura differenti a seconda della geometria.

![UNSW develops new 3D printed bone implant - bringing personalized, biodegradable implants one step closer to reality.](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/01/dsc00933.jpeg)

"Sotto carichi rapidi, il materiale si comporta in modo più fragile, ma allo stesso tempo assorbe l’energia in maniera più efficiente. Questo è rilevante per scenari reali come cadute o incidenti", ha aggiunto Kaushik.

Oltre alla resistenza meccanica, gli scaffold hanno mostrato risultati promettenti anche in termini di permeabilità ai fluidi, un fattore cruciale per la guarigione. Fluidi come sangue e nutrienti devono poter attraversare lo scaffold per sostenere la crescita cellulare e la rigenerazione dei tessuti.

"Abbiamo osservato che alcuni design offrono prestazioni particolarmente buone sia in termini di resistenza sia di flusso dei fluidi. Questo suggerisce che gli impianti possano essere progettati su misura in base alle sollecitazioni a cui sono sottoposte le diverse ossa», ha spiegato Kaushik. «E grazie alla stampa 3D, gli scaffold possono essere personalizzati in funzione del paziente e del tipo di lesione".

La necessità di soluzioni innovative per la riparazione ossea è particolarmente urgente in aree come l’ACT, dove una scarsa salute ossea interessa oltre 98.000 persone. Solo nel 2025, secondo un rapporto di Healthy Bones Australia, nel territorio si prevedono più di 2.900 fratture, con costi sanitari diretti superiori a 73 milioni di dollari.

"Questi dati evidenziano il crescente peso di [osteoporosi e lesioni legate alle fratture](https://www.voxelmatters.com/3d-printing-to-enable-new-osteoporosis-treatment/) e l’importanza di sviluppare trattamenti più sicuri ed efficaci, come gli scaffold ossei stampati in 3D", ha commentato Kaushik.

Sebbene la tecnologia non sia ancora pronta per l’uso clinico, i ricercatori restano ottimisti. Saranno necessari test biologici, studi a lungo termine e approvazioni regolatorie. Il team sta inoltre valutando come adattare questi design a scaffold per cartilagine e tessuti molli, con l’obiettivo di avviare le prime sperimentazioni cliniche entro cinque anni.

"Gli scaffold biodegradabili avranno probabilmente un ruolo chiave nel ridurre sia i rischi medici sia i costi complessivi dei trattamenti", ha concluso Kaushik. "Ci stiamo muovendo verso impianti più sicuri e personalizzati, che lavorano in sinergia con il corpo e non semplicemente al suo interno".