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title: "Sòphia High Tech automatizza il depowdering per componenti aerospaziali"
url: https://www.voxelmatters.com/it/sophia-high-tech-automatizza-il-depowdering-per-componenti-aerospaziali/
date: 2025-03-25
modified: 2025-03-24
lang: it
author: "Tess Boissonneault"
description: "L’industria aerospaziale è da tempo uno dei principali settori ad adottare la manifattura additiva a metallo, contribuendo in modo significativo alla sua evoluzione. Allo stesso tempo, tuttavia, il settore si..."
categories:
  - "Hardware stampanti 3D"
  - "Manifattura additiva a metallo"
  - "Post-Processing"
  - "Sponsorizzato"
tags:
  - "Featured"
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# Sòphia High Tech automatizza il depowdering per componenti aerospaziali

L’industria aerospaziale è da tempo uno dei principali settori ad adottare la manifattura additiva a metallo, contribuendo in modo significativo alla sua evoluzione. Allo stesso tempo, tuttavia, il settore si è trovato ad affrontare alcune sfide legate a questa tecnologia, tra cui i colli di bottiglia nella fase di post-processing, che spesso avviene ancora in modalità manuale. Oggi, grazie ai progressi nei sistemi di post-elaborazione automatizzati, come le soluzioni ad alto grado di automazione sviluppate dallo specialista tedesco [Solukon](https://www.voxelmatters.directory/company/solukon-maschinenbau-gmbh/), i produttori aerospaziali stanno superando questi ostacoli e ottimizzando le loro operazioni AM.

È il caso di Sòphia High Tech, azienda aerospaziale con sede a Vesuviana, in Italia, specializzata nella progettazione e produzione di componenti metallici realizzati con tecnologie additive e CNC. Sòphia High Tech produce infatti un’ampia gamma di sistemi e componenti ad alte prestazioni per l’aerospace, tra cui propulsori, thruster per satelliti, serbatoi di carburante, strutture primarie e secondarie per missili e launcher, sfruttando appieno i vantaggi della stampa 3D a metallo: integrazione funzionale, geometrie complesse e riduzione del peso.

Quando si producono componenti aerospaziali con geometrie interne complesse, come canali di raffreddamento, l’efficacia della rimozione delle polveri residue diventa cruciale per la riuscita del pezzo. I metodi manuali, come l’aspirazione, la percussione o l’utilizzo di aria compressa, richiedono tempo e non garantiscono una pulizia completa, aumentando il rischio di difetti o problemi di sicurezza. Per questo motivo, le soluzioni di depowdering automatico e approfondito sono diventate una priorità per aziende come Sòphia High Tech.

[![Sòphia High Tech Solukon Case Study](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/03/SFM-AT350.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/03/SFM-AT350.jpg)

## Rimozione delle polveri da una camera di combustione 

Un esempio concreto dell’efficacia dell’automazione si trova proprio nell’uso da parte di Sòphia High Tech del sistema SFM-AT350 di Solukon per la rimozione delle polveri da una camera di combustione. Questo componente monolitico, a raffreddamento rigenerativo, è destinato a un motore a razzo a propellente liquido ed è stato realizzato in Inconel 718 con tecnologia LPBF sulla piattaforma TruPrint 3000 di TRUMPF.

Tradizionalmente, le camere di combustione vengono assemblate a partire da diversi componenti separati—come iniettore, camera principale e ugello—giuntati tramite saldature o bullonature. Grazie alla manifattura additiva, gli ingegneri di Sòphia sono riusciti a semplificare il processo produttivo, integrando tutte queste parti in un unico pezzo. Il risultato è un componente più leggero e con un processo di produzione e assemblaggio molto più snello.

Dal punto di vista del post-processing, però, la presenza di canali interni rende il depowdering più complesso. In questo caso, la camera di combustione conteneva 500 mm di canali interni con sezioni rettangolari alte appena 1 mm, difficili da pulire efficacemente con tecniche manuali.

[![Sòphia High Tech Solukon Case Study](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/03/Bild3-e1742480612299.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/03/Bild3-e1742480612299.jpg)

Sòphia High Tech ha quindi scelto il sistema SFM-AT350 di Solukon, [pensato per componenti di medie dimensioni](https://www.voxelmatters.com/tackling-the-complexity-of-mid-sized-lpbf-with-automated-depowdering/) fino a 100 kg che rimuove le polveri in modo sicuro e automatizzato. Solukon descrive così il processo: "Dopo la stampa 3D tramite il processo di SLM, il sistema Solukon rimuove le polveri in modo efficiente mentre il pezzo resta ancorato alla piastra di costruzione. Il tutto avviene in ambiente inerte per garantire la sicurezza: la camera si riempie rapidamente di gas protettivo, avviando così la procedura di depowdering".

Una volta creato l’ambiente inerte, il sistema SFM-AT350 utilizza vibrazioni pneumatiche e movimenti controllati (con rotazione fino a 250° sull’asse orizzontale e una piattaforma rotante) per staccare e rimuovere la polvere residua. L’impianto installato da Sòphia include anche un sistema opzionale a percussione ad alta frequenza, utile per smuovere agglomerati di polvere intrappolati nei canali più stretti.

Un aspetto chiave è l’uso del software intelligente SPR-Pathfinder, sviluppato da Solukon, che genera il miglior percorso di movimento partendo direttamente dal file CAD del componente. SPR-Pathfinder può essere utilizzato anche già in fase di progettazione, per simulare il processo di pulizia e verificare che le polveri possano essere completamente rimosse dalla geometria. Le rotazioni e vibrazioni calcolate permettono quindi una rimozione estremamente efficace anche nei casi più complessi, come quello della camera di combustione aerospaziale.

[![Sòphia High Tech Solukon Case Study](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/03/Bild1.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/03/Bild1.jpg)

Nel caso di Sòphia, il sistema è riuscito a rimuovere tutte le polveri residue in un ciclo di 40 minuti, seguito da un secondo ciclo a scopo di validazione, con un intervento minimo da parte dell’operatore. Inoltre, il processo automatizzato e chiuso migliora notevolmente la sicurezza sul posto di lavoro, riducendo l’esposizione degli operatori alle polveri metalliche, che possono anche essere raccolte e riciclate.

"Il sistema automatizzato ha migliorato notevolmente il nostro flusso di lavoro", ha dichiarato il dott. Giovanni Caferra, operatore esperto presso Sòphia High Tech. "È efficiente, sicuro e il risultato è sempre costante, cosa che non riuscivamo a garantire con la pulizia manuale. Con SPR-Pathfinder, inoltre, non dobbiamo nemmeno programmare la macchina: il processo avviene in maniera fluida e la qualità della pulizia è sempre affidabile."

In definitiva, la soluzione automatizzata di Solukon ha permesso di ottenere una camera di combustione completamente priva di residui, pronta per le successive lavorazioni CNC, riducendo al minimo i tempi e l’impegno richiesto per il depowdering.

Oltre al modello SFM-AT350, Solukon offre un portafoglio in continua evoluzione di soluzioni hardware per soddisfare le diverse esigenze della manifattura additiva, tra cui il sistema [SFM-AT1500-S](https://www.voxelmatters.com/it/sfm-at1500-s-la-piu-grande-soluzione-per-la-rimozione-di-polveri-metalliche/), in grado di gestire parti fino a 2100 kg, e il SFM-AT350-E, che si avvale dell’eccitazione a ultrasuoni per rimuovere in modo estremamente efficace le polveri da geometrie complesse e delicate. Per contattare il team di Solukon clicca [qui](mailto:kontakt@solukon.de) o visita il[ sito ufficiale.](http://www.solukon.de/)

*Articolo realizzato in collaborazione con Solukon.*