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title: "Recensione Meshy 7: l’AI corre, noi riusciamo a starle dietro?"
url: https://www.voxelmatters.com/it/recensione-meshy-7-lai-corre-noi-riusciamo-a-starle-dietro/
date: 2026-09-30
modified: 2026-09-30
lang: it
author: "Davide Sher"
description: "La competizione tra i strumenti di generazione 3D basati sull'AI corre così veloce che tenere aggiornata una recensione è già di per sé una sfida. Da quando abbiamo iniziato a..."
categories:
  - "3D Modeling"
  - "AI"
  - "Decision Maker"
  - "Recensioni di VoxelMatters"
  - "Software AM"
tags:
  - "Featured"
image: https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/meshy-models-review-640x480.png
word_count: 2586
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# Recensione Meshy 7: l’AI corre, noi riusciamo a starle dietro?

La competizione tra i strumenti di generazione 3D basati sull'AI corre così veloce che tenere aggiornata una recensione è già di per sé una sfida. Da quando abbiamo iniziato a testare [Meshy 7](https://www.meshy.ai/), l'azienda ha continuato a rilasciare nuove funzionalità e, prima ancora di finire di provarne una, ne era già arrivata un'altra. Meshy cresce al ritmo tipico delle aziende di AI di oggi, un ritmo che pochi settori, stampa 3D compresa, sono in grado di sostenere. Da quando è stata inventata, quasi 40 anni fa, la stampa 3D fatica a crescere su larga scala; ora che milioni di persone possiedono una stampante 3D e l'AI è sempre più capace di trasformare una foto in un modello stampabile, le cose potrebbero finalmente cambiare.

Meshy punta dritto sulla stampa 3D e sul product design, e le nuove funzionalità di Meshy 7 che abbiamo testato lo dimostrano chiaramente. Multicolor 2.0 esporta un modello con texture in un file multicolore pronto per la stampa. Auto Split scompone un modello in parti che si possono stampare singolarmente e poi assemblare. Abbiamo analizzato anche quello che Meshy chiama Alignment, la metrica con cui l'azienda misura quanto un modello generato corrisponde all'immagine di partenza, e la risoluzione Ultra, la più alta del settore, [introdotta con Meshy 7.1 quando i nostri test erano già in corso.](https://www.voxelmatters.com/meshy-7-1-raises-geometric-detail-with-a-new-ultra-4k-mode/)

![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/04_meshy-7-alignment-metrics-explainer.jpg)

![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy.jpg)Il test condotto da Meshy contro quattro modelli concorrenti (Tripo 3.1, Hunyuan3D 3.1, Rodin 2.5 e Hi3D 3.0): secondo l'azienda, Meshy 7.1 è in testa a tutte le risoluzioni testate

Geometrie difettose, topologie confuse e arti mancanti sono ormai rari tra i principali strumenti image-to-3D, quindi evitare questi errori non basta più a distinguere un modello dall'altro. Oggi gli errori sono di altro tipo: un corpo leggermente troppo largo, una mano spostata rispetto a dove si trovava nell'immagine originale, una linea incisa che nella mesh non è mai arrivata. Niente sembra palesemente sbagliato, ma il risultato non è comunque quello che l'utente aveva progettato. Meshy chiama questo aspetto Alignment e lo considera la metrica che stabilisce se un modello image-to-3D è davvero utile in un contesto professionale o semplicemente utilizzabile.

Meshy 7.1, uscito mentre eravamo a metà della recensione, è un aggiornamento più mirato, dedicato alla quantità di dettagli fini che la geometria di un modello riesce effettivamente a contenere. La nuova modalità Ultra 4K porta la risoluzione della geometria da 2048³ a 4096³ voxel e genera mesh grezze fino a 80 milioni di triangoli prima della semplificazione, un livello che secondo Meshy nessun altro modello generativo 3D sul mercato ha ancora raggiunto. Per misurare il miglioramento, l'azienda ha creato un benchmark chiamato Detail Richness, che renderizza un modello da più angolazioni e rileva quanta parte della sua superficie richiede anti-aliasing a una data risoluzione dello schermo: un indicatore della reale ricchezza di dettagli della superficie, più che della fedeltà a un'immagine di partenza. Rispetto a quattro modelli concorrenti, Tripo 3.1, Hunyuan3D 3.1, Rodin 2.5 e Hi3D 3.0, Meshy afferma che Meshy 7.1 è in testa a tutte le risoluzioni testate: 53,5% a 1024 (2,1 punti in più di Rodin 2.5), 37,4% a 2048 (2,4 punti in più di Rodin 2.5) e 23,1% a 4096 (1,2 punti in più di Hi3D 3.0). Ultra 4K è al momento limitato alla generazione da una singola vista e ai piani a pagamento; Ultra 2K, anch'esso una novità, funziona invece sia con una sola vista sia con più viste.

I prezzi non sono cambiati: una generazione standard costa sempre 20 crediti e i modelli si possono esportare in otto formati, da GLB e FBX a STL e 3MF, con plugin a un clic per Blender, Unity, Unreal Engine, 3ds Max, Maya e Godot. I modelli possono anche essere inviati direttamente agli slicer più diffusi, compresi quelli di Creality, Bambu Lab, Snapmaker, Elegoo e Ultimaker.

Fin qui i numeri e le dichiarazioni di Meshy. Quello che segue è il resoconto della nostra prova sul campo, per capire se Meshy 7 e Meshy 7.1 reggono a un esame attento e alla stampa nel nostro laboratorio. Li abbiamo testati sul tipo di modelli che l'azienda indica come i suoi punti di forza: personaggi organici, modelli di auto creati e stampati a partire da più immagini e in più parti, e alcuni modelli espositivi e funzionali in cui precisione e allineamento fanno la differenza tra un pezzo davvero utilizzabile e uno che non lo è.

## A tutta velocità nella generazione 3D

Quando abbiamo cercato oggetti che mettessero alla prova sia la precisione sia geometrie estreme, le hypercar ci sono sembrate la scelta più ovvia. Il progetto è partito da una Lamborghini parcheggiata davanti a un garage vicino ai nostri uffici. L'abbiamo fotografata da quattro angolazioni (vista principale, lato sinistro, retro e lato destro) per testare la funzione multi-view di Meshy. Il risultato è stato eccellente ovunque tranne che nello scarico, nero su nero nella parte posteriore: la prima generazione non ha distinto i due terminali, pur cogliendo molti dettagli cromatici come le pinze Brembo rosse e i fari posteriori, mentre un secondo tentativo li ha riprodotti entrambi con estrema precisione.

Abbiamo poi passato il modello in Multicolor. Il risultato è stato sorprendente e piuttosto preciso: non una replica esatta, ma abbastanza vicina da sembrare uno schizzo di concept, il tipo di rendering che un team di design potrebbe usare all'inizio di un progetto. Abbiamo stampato l'auto sia con filamento multicolore sia in resina, con la stereolitografia ad alta precisione. Trovate i risultati di stampa più avanti nell'articolo.

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Lamborghini__2338-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Lamborghini__2338-scaled.jpg)

Photo from the front

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Lamborghini__2335-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Lamborghini__2335-scaled.jpg)

Left side

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Lamborghini__2336-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Lamborghini__2336-scaled.jpg)

Right side

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__2339-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__2339-scaled.jpg)

Rear

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Lamborghini_-2026-09-28-alle-11.50.11-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Lamborghini_-2026-09-28-alle-11.50.11-scaled.jpg)

Screenshot

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Lamborghini_-2026-09-28-alle-11.50.31-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Lamborghini_-2026-09-28-alle-11.50.31-scaled.jpg)

Screenshot

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Lamborghini_-2026-09-28-alle-11.51.23-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Lamborghini_-2026-09-28-alle-11.51.23-scaled.jpg)

Screenshot

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Lamborghini_-2026-09-28-alle-11.51.33-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Lamborghini_-2026-09-28-alle-11.51.33-scaled.jpg)

Screenshot

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__6820-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__6820-scaled.jpg)

The printed model with supports.

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__6837-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__6837-scaled.jpg)

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__6838-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__6838-scaled.jpg)

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__6842-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__6842-scaled.jpg)

Per un altro test su una concept car europea abbiamo modellato la Cupra Dark Rebel, questa volta partendo da una foto scattata qualche anno fa a un evento del Fuorisalone; abbiamo scelto Cupra proprio perché l'azienda è attivamente interessata alla stampa 3D per le parti degli interni. Una volta ottenuto il modello da una sola foto, siamo passati a testare direttamente le funzioni di stampa di Meshy. Abbiamo ricreato il modello a colori e lo abbiamo anche suddiviso in parti da stampare separatamente. Il sistema ha separato automaticamente le ruote dalla carrozzeria per facilitarne la stampa.

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Cupra-photo-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Cupra-photo-scaled.jpg)

A photo of the Cupra Dark Rebel concept.

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Cupra-Dark-Rebel_download-1-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Cupra-Dark-Rebel_download-1.jpg)

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Cupra-Dark-Rebel_download-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Cupra-Dark-Rebel_download.jpg)

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_-2026-09-26-alle-15.44.24-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_-2026-09-26-alle-15.44.24-scaled.jpg)

Screenshot

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Cupra-for-printing-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Cupra-for-printing-scaled.jpg)

Screenshot

Poi, partendo dalle foto di una BYD U9 esposta all'aeroporto di Tel Aviv, abbiamo riprodotto l'auto, di nuovo da più angolazioni e a risoluzione 2K. Questa volta abbiamo provato anche Ultra 4K da una singola immagine: tutte le dimensioni sono risultate precise, fino alla geometria dettagliata dei cerchi. Abbiamo passato anche questo modello in Auto Split. L'impostazione automatica lo ha diviso in quattro parti (ruote, parte superiore della carrozzeria, parte inferiore e tetto) e le ha disposte su un piatto di stampa, pronte per essere stampate con uno qualsiasi degli slicer integrati in Meshy, da Bambu Studio a Ultimaker Cura, oppure da importare in Blender o Unreal Engine per ulteriori lavorazioni. Abbiamo generato anche una versione multicolore con texture, di cui parliamo più avanti nella sezione dedicata alla stampa.

Restando sulle hypercar made in China, abbiamo riprodotto la concept Xiaomi Vision GT, una delle hypercar più veloci mai costruite, questa volta partendo da un'unica immagine trovata online. Questo modello è venuto ancora più preciso dei precedenti, probabilmente perché le sue linee più morbide e semplici si prestano meglio all'AI. Lo abbiamo generato sia in alta risoluzione sia come modello con texture per la stampa a colori.

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/BYD-U9_IMG_5372-copia-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/BYD-U9_IMG_5372-copia-rotated.jpg)

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/BYD-U9_IMG_5367-copia-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/BYD-U9_IMG_5367-copia-rotated.jpg)

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/BYD-U9_IMG_5368-copia-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/BYD-U9_IMG_5368-copia-rotated.jpg)

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_BYDU9_-2026-09-28-alle-12.14.48-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_BYDU9_-2026-09-28-alle-12.14.48.jpg)

Screenshot

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_BYDU9_-2026-09-28-alle-12.14.59-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_BYDU9_-2026-09-28-alle-12.14.59.jpg)

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[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_BYDU9_-2026-09-28-alle-12.14.32-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_BYDU9_-2026-09-28-alle-12.14.32.jpg)

Screenshot

Uno dei risultati migliori è arrivato dalla Czinger C21, un'auto concepita in gran parte per la produzione digitale, visto che la maggior parte del telaio e dei componenti interni è stampata in 3D e la carrozzeria è in composito. La versione multicolore ha riprodotto bene la finitura argentata dell'auto, anche se alcuni dei dettagli più complessi (uno dei cerchi e soprattutto la griglia posteriore a reticolo) erano troppo intricati perché il sistema riuscisse a risolverli del tutto. Nel complesso, però, il risultato era ottimo, con la forma e le proporzioni uniche dell'auto ricreate fedelmente.

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Xiaomi-Meshy_-2026-09-26-alle-15.13.16-1-640x469.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Xiaomi-Meshy_-2026-09-26-alle-15.13.16-1-e1790591552856.jpg)

Screenshot

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__6864-640x480.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__6864-scaled-e1790591493643.jpg)

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Xiaomi-640x480.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Xiaomi.jpg)

Meshy offre diversi modi per passare dal modello alla stampa. Il sistema può prima riparare il modello per renderlo stampabile, poi esportarlo come STL monocolore per la maggior parte degli slicer per stereolitografia o come file 3MF per la maggior parte dei sistemi di slicing per filamento. In alternativa, lo si può inviare direttamente a uno degli slicer più diffusi con un paio di clic.

La stampa multicolore passa da un'opzione dedicata, che permette di scegliere tra una resa più realistica e una in stile cartoon: si seleziona Print in color, si impostano il numero di colori e il livello di riduzione del rumore e si invia il file direttamente al proprio slicer preferito.

![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_-2026-09-28-alle-12.33.51.png)La Czinger C21, avanzatissima e in gran parte stampata in 3D

Sono in arrivo nuovi sistemi di material jetting multicolore più accessibili, firmati Flashforge e Sailner, ma per ora queste macchine restano soprattutto appannaggio degli studi professionali, insieme ai sistemi di Mimaki e alle PolyJet di Stratasys. Meshy ha stretto una partnership speciale con Flashforge, che ha integrato Meshy nel proprio software Flash Studio. Flashforge ha anche annunciato che dal 15 ottobre inizierà le consegne della CJ270, la sua stampante 3D multicolore a material jetting da 3.999 dollari. Potrebbe essere una svolta importante per le funzionalità multicolore di Meshy, perché il sistema Flashforge, come gli altri sistemi a material jetting, può stampare a colori direttamente da qualsiasi file OBJ esportato.

Per ora, a meno di non avere una stampante multicolore a material jetting o uno dei nuovi sistemi CMYK di Snapmaker o Bambu Lab, l'impostazione cartoon è più che sufficiente. A quel punto si può scegliere il numero di colori, di solito quattro, in linea con la maggior parte dei sistemi multicolore a filamento sul mercato. Il file finito passa allo slicer, dove i colori si possono ancora regolare prima della stampa.

![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_-2026-09-28-alle-12.34.08.png)La storica e splendida Ferrari F40, una delle auto più belle mai costruite.

I risultati sono stati buoni su tutta la linea. Stampare un modello multicolore originale non è semplice, visto il numero di cambi di filamento che richiede. Per le prime due stampe abbiamo usato una Bambu Lab H2C e abbiamo incontrato qualche problema, dovuto soprattutto al distacco dei supporti più che al modello in sé. Entrambe le prime stampe, la Lamborghini e la Xiaomi, sono andate a buon fine al secondo tentativo. I colori erano precisi per un sistema a filamento, il che dice molto sulla qualità del modello di partenza oltre che sulla stampante; il risultato non è paragonabile a un modellino pressofuso o a un modello con finitura industriale, ma su precisione dimensionale e dettaglio c'era ben poco da criticare. Le stampe in stereolitografia ad alta risoluzione erano ancora migliori: le abbiamo realizzate per la seconda versione della Lamborghini e per la BYD U9 ad altissima risoluzione.

## L'AI fisica alla prova

Il test successivo si è spostato sulle parti funzionali e decorative. Il primo è stato la replica della statua del biscione, mascotte dell'Inter, che abbiamo fotografato nello store del club allo stadio: due foto in tutto. A Meshy sono bastati pochi secondi per trasformarle in una replica 3D pulita. L'abbiamo stampata sia in un unico pezzo, con un buon risultato, sia con Auto Split, che l'ha divisa in tre parti: il serpente, il logo dell'Inter e la base. Suddividerla non era strettamente necessario, perché i supporti si sono ridotti di poco, ma avrebbe senso per chi volesse dipingere le tre parti con colori diversi. Il montaggio è stato semplice e la colla è servita solo per fissare il corpo del serpente alla base.

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__5532-480x640.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__5532-scaled.jpg)

The initial photo.

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__6870-480x640.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__6870-scaled.jpg)

Printed in separate parts (logo, serpent and base).

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__6885-480x640.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__6885-scaled.jpg)

Printed as a single object.

In un altro test dovevamo sostituire due ganci di un appendiabiti da parete che in origine ne aveva quattro: due dei ganci in legno si erano spezzati. Abbiamo fotografato il pezzo e preso alcune misure e Meshy ha riprodotto il pezzo con precisione. L'unica regolazione necessaria prima della stampa è stata impostare l'altezza corretta nello slicer. Il pezzo non era preciso se vogliamo considerare i rigorosi standard ingegneristici, ma tutte le dimensioni che abbiamo controllato erano esatte al millimetro: impostando l'altezza a 9 cm, il diametro superiore è risultato di 4,3 cm, identico a quello del gancio originale. Il modello ha riprodotto persino un piccolo taglio presente sulla parte superiore dell'originale, aggiungendo un tocco di realismo. Andava comunque verniciato affinché si abbinasse agli altri, ma il risultato di base era convincente.

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_coat-hanger_6946-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_coat-hanger_6946.jpg)

Screenshot

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_coat-hanger_6947-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_coat-hanger_6947.jpg)

Screenshot

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Coast-hanger-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Coast-hanger.jpg)

Screenshot

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_coat-hanger_6926-2-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_coat-hanger_6926-2-scaled.jpg)

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_coat-hanger_6927-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_coat-hanger_6927-scaled.jpg)

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_coat-hanger_6948-150x150.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_coat-hanger_6948.jpg)

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Abbiamo anche modellato una scarpa Nike per un altro progetto in corso, partendo da alcune immagini scaricate da diverse angolazioni. Il file è risultato preciso, tranne che per un piccolo dettaglio nella parte superiore della tomaia; lacci, logo Nike e persino la suola sono stati riprodotti nei minimi dettagli. Per testare stampabilità e risoluzione, l'abbiamo stampata sia su una Form 4, con la resina Precision Model di Formlabs, sia sulla Elegoo Jupiter 2, che stiamo recensendo a parte. Come previsto, la Form 4 ha dato risultati eccellenti in termini di precisione; quella sulla Jupiter 2 era la nostra prima stampa con questa macchina e il risultato è stato comunque notevole, sebbene su un modello molto più grande alcune linee di strato fossero più visibili.

![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/CC4C1084-FF1D-4109-9695-565EB1BF26A8_1_102_o.jpeg)

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/nike-formlabs-640x480.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/nike-formlabs.jpg)

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__6910-480x640.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review__6910-scaled-e1790593203891.jpg)

L'ultima serie di test ha riguardato robot e action figure. Mesi fa, una versione precedente di Meshy aveva già prodotto repliche precise di robot degli anime giapponesi degli anni Ottanta partendo da immagini trovate online. Questa volta abbiamo usato Meshy 7 per replicare la statua gigante del Gundam di Tokyo a partire da una foto scattata nell'estate 2025, uno scatto la cui prospettiva aveva messo in difficoltà le versioni precedenti di Meshy e altri strumenti di AI 3D. Il nuovo modello è risultato preciso, a parte un dettaglio in più sulla mano che è stato necessario rimuovere in post-produzione. Lo abbiamo stampato in due modi: in un unico pezzo in resina e in filamento con Auto Split, che ha diviso il modello all'altezza delle articolazioni delle gambe e ha disposto le parti pronte per la stampa (aggiorneremo l'articolo con i risultati non appena le stampe saranno completate).

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Gundam_-2026-09-28-alle-15.25.47-640x640.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Gundam_-2026-09-28-alle-15.25.47-scaled.jpg)

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[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Gundam_-2026-09-28-alle-15.25.32-640x640.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Gundam_-2026-09-28-alle-15.25.32-scaled.jpg)

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[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Gundam_-2026-09-28-alle-15.26.21-640x640.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Meshy_Review_Gundam_-2026-09-28-alle-15.26.21.jpg)

Screenshot

## Un'opportunità di business

I progressi di Meshy in termini di risoluzione e precisione sono reali, così come la velocità con cui il sistema continua a migliorare. Quello che cambia più rapidamente sono i particolari: le scritte esatte, i loghi, le sfumature di colore precise e la capacità dell'AI di ricostruire le parti di un oggetto nascoste alla fotocamera. Per chiudere i test abbiamo realizzato due progetti più leggeri: abbiamo trasformato uno dei modelli di robot in una figure chibi, stampata a colori, e abbiamo creato figure chibi a partire dalle foto di personaggi reali.

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Chibi-640x516.png)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Chibi-e1790593675568.png)

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Chibi-inter-640x480.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/09/Chibi-inter.jpg)

La gamma di quello che Meshy può produrre è ampia e la sua facilità d'uso è sorprendente, ma è bene chiarire che cosa sia davvero. Meshy 7 genera modelli 3D visivamente fedeli, non CAD: è pensato per l'aspetto di un oggetto, cioè per visualizzazione, concept, asset per videogiochi, stampa 3D e incisioni decorative, non per parti ingegneristiche dimensionalmente precise e con tolleranze corrette né per la prototipazione funzionale. Noi, in quanto esseri umani, possiamo stare al passo portando nuove idee e competenze ingegneristiche, lavorando con Meshy per ampliare le proprie capacità e i propri orizzonti.

Entro questi limiti, funziona sia come punto di partenza per un progetto ingegneristico più impegnativo sia come strumento valido per oggetti decorativi, giocattoli e semplici parti funzionali, con i miglioramenti di risoluzione di Meshy 7.1 e la suddivisione automatica in parti di Auto Split che stanno già cambiando ciò che si può stampare direttamente, senza ulteriori interventi.