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title: "Oltre la stampa: l’approccio di XJet ai componenti metallici pronti per la produzione"
url: https://www.voxelmatters.com/it/oltre-la-stampa-lapproccio-di-xjet-ai-componenti-metallici-pronti-per-la-produzione/
date: 2025-12-04
modified: 2025-12-09
lang: it
author: "Tess Boissonneault"
description: "Nell’industria AM si parla spesso di stampare più velocemente e di ridurre il tempo che serve per trasformare un modello CAD in un componente fisico. Ma concentrarsi solo su questa..."
categories:
  - "Manifattura additiva a metallo"
  - "Manifattura additiva industriale"
  - "Manifattura additiva per la ceramica"
  - "Sponsorizzato"
tags:
  - "Featured"
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# Oltre la stampa: l’approccio di XJet ai componenti metallici pronti per la produzione

Nell’industria AM si parla spesso di stampare più velocemente e di ridurre il tempo che serve per trasformare un modello CAD in un componente fisico. Ma concentrarsi solo su questa fase (per quanto cruciale) finisce spesso per far dimenticare quanto sia lungo il percorso che porta a un pezzo che possa dirsi davvero finito e pronto per l’uso industriale. Di fatto, è raro che un componente metallico possa essere considerato pronto nel momento stesso in cui viene sollevato dalla building platform.

[XJet, specialista in soluzioni di material jetting](https://www.voxelmatters.directory/company/xjet/) per metalli e ceramiche, definisce questo fenomeno come il divario tra “print complete” e “production ready”. "L’industria dell’AM a metallo è diventata abilissima nel mostrare il momento in cui una build si conclude: l’immagine soddisfacente di un componente perfetto che emerge da un letto di polvere o una superficie liscia appena uscita dalla piattaforma di stampa", precisa l’azienda. "Le specifiche tecnologiche evidenziano solitamente volume di costruzione, spessore del layer, potenza del laser e opzioni materiali, ma ciò che accade nelle ore, nei giorni o nelle settimane successive riceve molta meno attenzione nelle presentazioni e nelle brochure tecniche."

![XJet’s industrial metal AM solution builds a bridge between as-printed parts and industrial products through end-to-end automation.](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-02-at-15.15.24-1.jpeg)

Come qualunque produttore ben sa, tutti i passaggi successivi alla stampa possono incidere in modo significativo sui tempi di consegna, sul fabbisogno di manodopera e sui costi. Passaggi come la rimozione dei supporti, che richiedono tipicamente tecnici specializzati e strumenti dedicati; i cicli di trattamento termico, che richiedono strategie di compensazione delle distorsioni; le operazioni di finitura superficiale, che nel caso di geometrie complesse possono arrivare a rappresentare fino all’80% del tempo di produzione totale; o le procedure di manipolazione per parti delicate che non possono essere sottoposte a post-processi automatizzati. Senza contare i tempi legati a iterazioni o eventuali insuccessi.

Per accorciare (e alla fine colmare) il divario tra “print complete” e “production ready”, è quindi necessario rendere più efficiente l’intera catena produttiva. È questo l’[approccio olistico adottato da XJet](https://www.voxelmatters.com/kanfit-acquires-metal-and-ceramic-am-solutions-from-xjet/), il cui obiettivo è offrire ai clienti una soluzione “first-time-right”, ovvero che funzioni al primo tentativo, integrata in un’architettura automatizzata che copre l’intero ciclo di produzione digitale.

![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-02-at-15.15.23-3.jpeg)

## Hardware integrato, dalla stampa al post-processo

La base della soluzione end-to-end di AM a metallo sviluppata da XJet è la [sua tecnologia NanoParticle Jetting (NPJ)](https://www.voxelmatters.com/xjet-unveils-carmel-pro-metal-and-ceramic-3d-printer/). Questa tecnologia, commercializzata attraverso la serie di stampanti Carmel, è un processo privo di polveri che utilizza migliaia di ugelli per depositare selettivamente un’“ink” composto da un liquido brevettato e nanoparticelle metalliche su un vassoio di costruzione. Gli ugelli depositano simultaneamente anche il materiale di supporto esattamente dove necessario per evitare cedimenti in geometrie complesse o con sporgenze. Al completamento di ogni layer, il vassoio si abbassa e viene depositato un nuovo strato. Il processo avviene a temperature fino a 160 °C, che provocano l’evaporazione del “guscio liquido” attorno alle particelle metalliche e la loro fusione progressiva, con il risultato di strutture metalliche con densità e caratteristiche metallurgiche paragonabili a quelle prodotte con tecnologie convenzionali.

[La natura stessa del processo NPJ](https://www.voxelmatters.com/ybi-acquires-carmel-1400m-metal-3d-printer-from-xjet/) semplifica in modo significativo i passaggi post-produzione. Il materiale di supporto, infatti, è idrosolubile e può essere rimosso facilmente tramite un semplice lavaggio automatico, eliminando la necessità di interventi manuali e di tecnici specializzati. La rimozione dei supporti avviene tramite la soluzione SMART (Support Material Automated Removal Technology), un sistema completamente automatizzato che può essere programmato per diverse tipologie di job e che monitora l’intero processo di lavaggio.

![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-02-at-15.15.23-1.jpeg)

Un altro vantaggio del workflow XJet è la fase di sinterizzazione, caratterizzata da uno shrinkage isotropico (uniforme sui tre assi) e altamente prevedibile. Ciò è possibile perché NPJ utilizza nanoparticelle metalliche che generano un “green part” con pochissima aria o leganti da eliminare. In particolare, il fattore di shrinkage è altamente prevedibile (≈15%), mentre altri processi basati su binder possono arrivare a shrinkage non uniformi fino al 25%.

Inoltre, essendo un processo privo di polveri (gli ink sono contenuti in cartucce sigillate), [la soluzione XJet utilizza solo il materiale necessario](https://www.voxelmatters.com/gbc-advanced-materials-chooses-xjet-ceramic-solution-to-scale-up-production/), eliminando completamente depowdering e gestione delle polveri—passaggi che non solo allungano la catena produttiva ma introducono anche potenziali rischi per la sicurezza. Nel complesso, il workflow XJet (che comprende stampa NPJ, lavaggio e sinterizzazione) consente di produrre componenti metallici con geometrie complesse e un’elevata qualità superficiale (risoluzione 1440 DPI e layer inferiori ai 10 micron). Questo elimina la necessità di processi successivi come fresatura o rettifica impiegati per levigare superfici ruvide o raggiungere tolleranze molto strette.

![XJet’s industrial metal AM solution builds a bridge between as-printed parts and industrial products through end-to-end automation.](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-02-at-15.15.23-2.jpeg)

## "First-time-right" con la suite software XJet

A supporto delle soluzioni hardware c’è la suite software XJet, che offre un processo intuitivo e altamente automatizzato per preparare, stampare e post-processare i componenti. La suite comprende tre programmi, a partire da X-Plan, un software di pianificazione automatica delle parti. Con X-Plan gli utenti possono caricare facilmente i modelli CAD e beneficiare di orientamento automatico e layout rapido dei pezzi, oltre a diverse modalità AM preimpostate. Inoltre, non è necessario modificare il design del pezzo per compensare la sinterizzazione: il software gestisce il tutto in automatico.

Il secondo software della suite è X-Hub, un programma di gestione dei job che integra un slicer proprietario, strumenti di gestione e genera automaticamente strutture di supporto altamente efficienti per l’intero vassoio di costruzione. Poiché XJet utilizza un materiale di supporto solubile dedicato, il software è ottimizzato per posizionarlo solo dove è realmente necessario a livello strutturale. Ciò elimina il tempo, lo sforzo e il margine di errore tipici della progettazione manuale dei supporti, garantendo un uso del materiale altamente efficiente e la massima qualità di stampa senza richiedere tecnici specializzati.

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XJet offre inoltre X-Print, un software di produzione che include controlli di sistema e strumenti di gestione. Accessibile tramite un’interfaccia touchscreen intuitiva, X-Print mette a disposizione diversi wizard che facilitano il processo di produzione digitale. Questa suite software a tre livelli è progettata per semplificare la preparazione e il controllo della produzione, riducendo al minimo l’intervento dell’utente e garantendo un processo sempre ottimizzato.

## La libertà progettuale genera valore

Come abbiamo visto, [la catena di produzione digitale basata su NPJ](https://www.voxelmatters.com/xolutions-acquires-xjet-metal-am-solution/) presenta un flusso estremamente ottimizzato, che non solo accelera la fase di stampa, ma facilita ed elimina numerosi passaggi post-stampa. In sintesi, la soluzione XJet può ridurre un processo produttivo che richiederebbe settimane a pochi giorni grazie a:

- Rimozione dei supporti semplificata tramite una stazione di lavaggio automatizzata
- Produzione di parti ad alta risoluzione che richiedono poca o nessuna finitura
- Combinazione di debinding e sinterizzazione in un’unica fase

La capacità di produrre componenti metallici piccoli, complessi e ad alta risoluzione che richiedono una finitura minima (se non nulla) dopo la sinterizzazione è particolarmente interessante per utilizzatori finali in settori ad alta precisione come aerospazio, medicale e consumer. Come sottolinea XJet, i suoi clienti di riferimento operano in segmenti ad alto valore, dove accuratezza e complessità giustificano processi produttivi premium.

![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-02-at-15.15.23-4.jpeg)

È importante sottolineare che XJet non è tra le aziende AM che cercano di posizionare la propria tecnologia come un’alternativa ai processi di produzione tradizionali. La sua soluzione introduce invece qualcosa di completamente nuovo, impossibile in precedenza a causa dei limiti progettuali associati ai metodi convenzionali di produzione metallica.

Nel segmento consumer, ad esempio, [la soluzione end-to-end di AM a metallo di XJet](https://www.voxelmatters.com/xjet-to-go-public-on-nasdaq-via-ipo/) permette di lavoarare ad applicazioni come cinturini e accessori per orologi stampabili senza stampi e con assemblaggi minimi; gioielleria personalizzabile in metalli preziosi; o terminali per montature di occhiali con geometrie complesse. Nel settore medicale, la precisione della tecnologia XJet si è dimostrata ideale per una gamma di applicazioni, come punte chirurgiche ad alta precisione per bracci robotici e tubi ipodermici personalizzabili e scalabili. Nei settori aerospaziale e industriale, la manifattura additiva a metallo consente la produzione di componenti complessi per macchinari, sistemi idraulici e altro ancora.

Questi e altri settori possono beneficiare in modo significativo dall’obiettivo dell’azienda di colmare il divario tra parti appena stampate e componenti pronti per la produzione, ottenendo cicli produttivi più rapidi e altamente automatizzati, con necessità minime di post-processing. In alcuni casi, XJet ha completato cicli di lavoro in sole 48 ore, dal modello CAD al componente pronto all’uso.

![XJet’s industrial metal AM solution builds a bridge between as-printed parts and industrial products through end-to-end automation.](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-02-at-15.15.23.jpeg)

## Ampliare l’accesso con Carmel Pro

Questa capacità produttiva ottimizzata è stata ora resa accessibile a un pubblico più ampio grazie al lancio della Carmel Pro, una piattaforma NPJ compatta e conveniente. La nuova soluzione offre lo stesso livello di precisione e qualità dei sistemi Carmel di dimensioni maggiori, aprendo però l’utilizzo anche a piccole e medie imprese, centri di ricerca e produttori di gioielleria, per i quali le stampanti più grandi potevano risultare proibitive in termini di budget.

Carmel Pro ha un volume di costruzione di 350 × 140 × 80 mm (la Carmel 1400, in confronto, offre 500 × 140 mm) ed è compatibile con tutti i materiali XJet, sia ceramici che metallici, attuali e futuri. L’hardware integra inoltre quattro canali materiali, facilitando la stampa multimateriale. L’aspetto forse più significativo è il prezzo: fino al 60-70% in meno rispetto ai sistemi Carmel di fascia alta, con un costo nell’ordine dei 300.000 dollari. Questa nuova piattaforma porta la proposta di valore unica di XJet, con il suo processo produttivo integrato e semplificato, a una base utenti più ampia, consentendo a un numero crescente di realtà di sviluppare prodotti innovativi e complessi.

*Questo articolo è stato pubblicato originariamente nell’eBook VM Focus Metal AM di VoxelMatters. Puoi leggerlo o scaricarlo gratuitamente [a questo link](https://www.voxelmatters.com/it/voxelmatters-metal-am-focus-2025-ebook/).*