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title: "L’esercito statunitense testa il cibo stampato in 3D come supporto logistico per le operazioni militari"
url: https://www.voxelmatters.com/it/lus-army-testa-il-cibo-stampato-in-3d-come-supporto-logistico-per-le-operazioni-militari/
date: 2026-02-01
modified: 2026-02-02
lang: it
author: "Joseph Caron-Dawe"
description: "Uno studio dell’US Army, l'esercito statunitense, ha analizzato la percezione del cibo stampato in 3D tra i soldati, con l’obiettivo di valutarne il potenziale come soluzione nutrizionale sul campo. La..."
categories:
  - "Cibo stampato in 3D"
  - "Difesa"
  - "Ricerca e istruzione"
tags:
  - "future"
image: https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/02/US-army-3D-printed-food-03-640x527.jpg
word_count: 529
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# L’esercito statunitense testa il cibo stampato in 3D come supporto logistico per le operazioni militari

Uno studio dell’[US Army, l'esercito statunitense,](https://www.voxelmatters.com/it/lesercito-statunitense-dimostra-il-potenziale-della-stampa-3d-dentale-sul-campo/) ha analizzato la percezione del [cibo stampato in 3D](https://www.voxelmatters.com/ai-enables-simultaneous-3d-printing-and-cooking-of-food/) tra i soldati, con l’obiettivo di valutarne il potenziale come soluzione nutrizionale sul campo. La ricerca, condotta dallo [US Army Combat Capabilities Development Command (DEVCOM)](https://www.voxelmatters.com/velo3d-participates-in-devcom-avmc-and-ms-initiative/), ha incluso focus group e sessioni di degustazione con un campione di 17 medici da combattimento, per raccogliere le reazioni del personale militare attivo alla stampa 3D alimentare.

Lo studio ha evidenziato che le preconvinzioni iniziali dei partecipanti erano in larga parte negative. Tra le principali preoccupazioni emerse figuravano la percezione di artificialità del cibo stampato in 3D e dubbi sul sapore. Alcuni soldati hanno espresso riluttanza all’idea di consumare quello che hanno definito “cibo sintetico”, affermando che razioni stampate in 3D avrebbero “tolto identità al cibo” e anche l’aspetto estetico è emerso come un tema centrale.

Con il progredire dello studio, tuttavia, i ricercatori hanno osservato che “l’atteggiamento dei soldati nei confronti della tecnologia 3DFP è generalmente passato dallo scetticismo a un cauto ottimismo”, e che la componente pratica dell’esperimento (durante la quale i partecipanti hanno potuto osservare, maneggiare e assaggiare barrette stampate in 3D con loghi differenti) è stata determinante nel cambiare la percezione.

![US Army tests 3D printed food as a combat solution](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/02/US-army-3D-printed-food-01-340x227.jpg)

“Le esitazioni iniziali espresse dai partecipanti si sono progressivamente trasformate in una percezione più positiva della 3DFP nel corso della discussione. Alcuni hanno apprezzato il messaggio, il carattere visivo giocoso e la funzionalità di alcune barrette, aspetti che sono diventati più evidenti quando hanno potuto manipolare fisicamente i prodotti.”

I ricercatori hanno rilevato che le barrette con forme familiari e riferimenti visivi o testuali riconoscibili, come fulmini o anelli geometrici, così come quelle con etichette in rilievo quali “PWR” o “REST”, sono state preferite con una frequenza circa doppia rispetto a quelle prive di tali elementi.

Uno dei principali fattori alla base della ricerca è stato l’aspetto logistico dell’alimentazione sul campo. I soldati impegnati in missioni di una settimana senza rifornimenti possono arrivare a trasportare oltre 30 libbre (quasi 14 kg) di solo cibo, oltre al resto dell’equipaggiamento. Le razioni standard “Meal, Ready to Eat” (MRE) sono pesanti e non tengono conto delle esigenze metaboliche o dietetiche individuali.

[L’obiettivo è che il cibo stampato in 3D possa rispondere a queste criticità offrendo un ](https://www.voxelmatters.com/barilla-expands-food-innovation-with-3d-printing/)processo di produzione decentralizzato e personalizzato, basato su cartucce di ingredienti compatte trasportabili sul campo.

Il formato presenta tuttavia anche delle sfide, poiché aspetti pratici come la velocità di stampa, la gestione sicura degli ingredienti e la formazione del personale richiedono ulteriori sviluppi.

Tra le conclusioni principali dello studio emerge che la conoscenza iniziale della 3DFP era molto limitata, con conseguenti fraintendimenti e timori; che la curiosità ha finito per prevalere sulle resistenze; e che l’esperienza diretta e la formazione rappresentano fattori chiave per superare le barriere percettive.

![US Army tests 3D printed food as a combat solution](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/02/US-army-3D-printed-food-02-340x178.jpg)

Anche la familiarità si è rivelata un elemento centrale: i soldati hanno mostrato una preferenza per le barrette stampate in 3D dotate di riferimenti riconoscibili, suggerendo che “andrebbe presa in considerazione una nuova convenzione di denominazione della tecnologia per diversi gruppi di utenti e applicazioni”.

La psicologia del cibo è risultata l’interpretazione dominante, con i ricercatori che hanno concluso che “in definitiva, non mangiamo solo con gli occhi: mangiamo con la memoria”.