Lo US Army sperimenta la stampa 3D con ghiaccio rinforzato con fibre naturali
L’obiettivo del progetto è sviluppare metodi innovativi per costruire installazioni militari in regioni remote e fredde

Gli scienziati dello US Army Engineer Research and Development Center (ERDC) hanno sviluppato una nuova tecnica per stampare in 3D utilizzando ghiaccio rinforzato con fibre naturali. Il progetto ha coinvolto i team di due laboratori dell’ERDC: il Cold Regions Research and Engineering Laboratory (CRREL), specializzato in materiali avanzati, e il Construction Engineering Research Laboratory (CERL), dedicato alla manifattura additiva per costruzioni.
L’obiettivo era individuare soluzioni innovative per realizzare installazioni militari in regioni fredde remote, dove la costruzione tradizionale risulta difficoltosa o impraticabile. “Abbiamo cercato di sfruttare il ghiaccio e la neve, risorse naturali abbondanti in queste aree, per la costruzione di strutture nel contesto di spedizioni, quindi temporanee,” ha spiegato Kiera Thompson Towell, ingegnere dei materiali presso il CRREL.
Questo approccio consentirebbe la costruzione automatizzata di strutture temporanee personalizzate in base alle esigenze e alle caratteristiche del territorio, riducendo la necessità di trasportare materiali da costruzione. Inoltre, ridurrebbe i rischi dovuti all’esposizione al freddo per i soldati e il personale, lasciando un’impronta ambientale minima grazie alla facile rimozione delle strutture.
Il prossimo passo per il team sarà quello di ampliare la ricerca utilizzando una stampante 3D di dimensioni maggiori, per testare le proprietà e le prestazioni del materiale all’interno delle strutture a temperatura controllata della Cold Room del CRREL.



