L’AM apre possibilità al design creativo (e sostenibile) per spazi retail
La manifattura additiva sta guadagnando popolarità in diversi settori orientati al consumatore, da quello delle calzature e attrezzature sportive, all’occhialeria fino agli articoli per la casa. Oltre a consentire a designer e brand di produrre direttamente beni di consumo, la stampa 3D sta permettendo ai rivenditori di trasformare il marketing e l’esperienza dei clienti attraverso interni e installazioni all’avanguardia. Come vedremo, un numero crescente di negozi e ristoranti sta adottando la stampa 3D per creare ambienti unici per i propri clienti, offrendo in alcuni casi un vantaggio competitivo grazie alla sola novità dello spazio e, in tutti i casi, sfruttando la tecnologia per portare il design a un livello più sostenibile e più in linea con l’identità del brand.
L’esempio più recente proviene da Dubai, dove il ristorante MYATA Platinum ha recentemente battuto il record mondiale Guinness per la più grande struttura stampata in 3D per volume con il suo design di interni. Lo spazio, caratterizzato da 23 grandi strutture stampate in 3D da Proto21, immerge i commensali di MYATA in un ambiente suggestivo che evoca sia spazi interni che la natura. Più precisamente, la texture ondulata e fluida delle installazioni stampate in 3D richiama l’aspetto eroso delle formazioni rocciose dei canyon sabbiosi, mentre lo spazio è arricchito dalla presenza di numerosi alberi e piante (collocati in vasi stampati in 3D).
Le strutture stampate in 3D da record sono state realizzate principalmente in PLA e PETG (anche se alcuni componenti esterni sono stati stampati in PP rinforzato con fibra di vetro per resistere al sole di Dubai). Secondo il service di stampa 3D Proto21, il progetto ha richiesto 10.500 pezzi stampati in 3D e 10,2 tonnellate di materiale.
Spostandoci in Italia, il centro commerciale Megalò di Chieti, in Abruzzo, ha installato una serie di 1.400 corpi illuminanti LED stampati in 3D. Le soluzioni di illuminazione personalizzate, realizzate attraverso il programma Philips MyCreation di Signify, rientrano negli sforzi della struttura per adottare soluzioni più sostenibili e sostituire l’illuminazione fluorescente convenzionale.
I downlight stampati in 3D sono stati progettati su misura per adattarsi agli alloggiamenti delle lampade esistenti, facilitando così la transizione dai fluorescenti ai LED ed eliminando la necessità di anelli adattatori. Degno di nota è il fatto che gli alloggiamenti stampati in 3D sono costituiti per il 65% da materiali riciclati post-industriali, in linea con gli obiettivi di sostenibilità del centro commerciale. Mentre gli altri progetti di stampa 3D menzionati in questo articolo puntano a creare elementi decorativi d’impatto, questo caso d’uso ha un obiettivo diverso: preservare l’integrità estetica dello spazio retail migliorandone al contempo l’efficienza. La stampa 3D si è rivelata essenziale in questo processo e, grazie ai nuovi LED, il centro commerciale ha ridotto il consumo energetico del 70%, con un risparmio stimato di circa 90.000 euro.
Un McDonald con lampadari sospesi stampati in 3D
Anche un altro brand ha scelto Philips MyCreation per progettare corpi illuminanti personalizzati. Forse ne avete sentito parlare? Si tratta di una “piccola” catena di fast food chiamata McDonald’s. Marc Pochert, Senior Director of Global Design Integration presso McDonald’s ha infatti guidato lo sviluppo di un nuovo concept di illuminazione, per il quale la stampa 3D si è rivelata la soluzione migliore, rispondendo alle esigenze dell’azienda in termini di proprietà intellettuale, sostenibilità e design.
In collaborazione con Signify, McDonald’s ha sviluppato una serie di corpi illuminanti per i suoi ristoranti, caratterizzati da una struttura emisferica traslucida con una texture in rilievo. Il processo di validazione del design è durato solo tre mesi grazie a Philips MyCreation. Inoltre, il prodotto finale è realizzato con materiali di stampa 3D composti per almeno il 55% da plastica riciclata, un passo nella giusta direzione per il brand, che punta a ridurre la propria impronta di carbonio del 60% entro il 2030. Quando McDonald’s ha annunciato l’adozione della stampa 3D per l’arredamento, il piano era di introdurre gradualmente le lampade a sospensione nei ristoranti di oltre 100 paesi.

Innovazione nel design e sostenibilità si fondono perfettamente anche nel flagship store BOSS situato a İstinye Park, Istanbul. L’azienda olandese Aectual, specializzata in elementi architettonici di grande formato stampati in 3D, ha collaborato con lo studio di architettura Ippolito Fleitz Group per realizzare una facciata per il punto vendita che fosse al tempo stesso visivamente unica ed ecocompatibile. La facciata è composta da 136 pannelli—realizzati in PP riciclato post-industriale—il cui design si ispira alle texture e ai motivi della tessitura dei tessuti. Il risultato finale ricorda una pelle intrecciata che ricopre 73 metri quadrati della facciata del negozio.
Per la realizzazione dei pannelli è stata utilizzata la piattaforma di stampa 3D robotizzata di Aectual, mentre il sistema di montaggio si basa su un incastro integrato. Oltre a conferire un’estetica distintiva, i pannelli stampati in 3D offrono anche un’ombreggiatura naturale, riducendo così il ricorso all’aria condizionata e il consumo energetico del negozio. Dal punto di vista della sostenibilità, Aectual adotta un modello di produzione circolare, che prevede il ritiro delle strutture stampate in 3D a fine vita per riciclarle e trasformarle in nuova materia prima per la stampa.
L’azienda olandese ha inoltre partecipato a un ulteriore progetto, questa volta giocando in casa, fornendo pannelli murali stampati in 3D per NIO House Amsterdam, il flagship store europeo del produttore di auto elettriche NIO. I pannelli, realizzati con Tetrapak riciclato, presentano una texture scanalata varia e sono stati progettati per adattarsi perfettamente allo spazio, seguendo curve e nicchie architettoniche.
Molti altri brand e spazi stanno adottando la stampa 3D per creare esperienze retail uniche e, al contempo, più sostenibili. Tra questi vi sono piccole attività, come una caffetteria di Barcellona che ha integrato un bancone, sgabelli e lampade stampati in 3D utilizzando un materiale derivato dai sottoprodotti del caffè, e marchi di lusso come Tiffany & Co., che nel 2023 ha introdotto una facciata stampata in 3D realizzata con plastica oceanica riciclata (progettata da MVRDV e Aectual) presso il suo punto vendita nell’aeroporto di Singapore. Anche altri brand globali come adidas hanno adottato la tecnologia, integrando nel 2021 una facciata di 32 metri stampata in 3D (da Proto21) nello store di Dubai.
In definitiva, la stampa 3D—soprattutto quella su larga scala—sta agevolando la transizione verso un retail e una ristorazione più esperienziali, una tendenza in crescita dovuta agli effetti del commercio online e di altri fattori.




