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title: "La startup statunitense Variloom sviluppa un processo di stampa 3D per l’abbigliamento a spreco ridotto"
url: https://www.voxelmatters.com/it/la-startup-statunitense-variloom-sviluppa-un-processo-di-stampa-3d-per-labbigliamento-a-spreco-ridotto/
date: 2026-02-04
modified: 2026-02-04
lang: it
author: "Joseph Caron-Dawe"
description: "Variloom, startup con sede a Palo Alto attiva nel settore dei tessili per la moda, sta sviluppando quello che definisce un “sistema di filamento e stampa 3D trasformativo, progettato per..."
categories:
  - "Materiali"
  - "Moda"
  - "Prodotti di consumo"
tags:
  - "future"
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# La startup statunitense Variloom sviluppa un processo di stampa 3D per l’abbigliamento a spreco ridotto

Variloom, startup con sede a Palo Alto attiva nel settore dei [tessili per la moda](https://www.voxelmatters.com/it/la-nuova-techstyle-fabric-alignment-station-di-stratasys-facilita-lallineamento-dei-substrati-tessili-sulla-sua-stampante-3d-direttamente-sul-tessuto/), sta sviluppando quello che definisce un “sistema di filamento e stampa 3D trasformativo, progettato per la fabbricazione ultra-efficiente di tessuti versatili e riciclabili”.

La tecnologia dell’azienda è in attesa di brevetto e punta a offrire al settore un [sistema di stampa 3D per l'abbigliamento in grado di eliminare gli scarti da taglio](https://www.voxelmatters.com/textiles-3d-printing-denim-waste/) e di abilitare una manifattura on-demand più vicina agli stabilimenti dei brand.

Ogni anno, a livello globale, miliardi di capi vengono prodotti senza essere venduti, mentre i metodi tradizionali di taglio e cucitura generano grandi quantità di sfridi e inefficienze. Variloom intende affrontare questi problemi con un sistema che consente ai brand di produrre esattamente le quantità necessarie, direttamente nella forma finale, senza materiali in eccesso né stock inutilizzato.

Le unità modulari di Variloom possono essere integrate nei siti produttivi esistenti, riducendo i passaggi lungo la supply chain e le emissioni legate al trasporto. La produzione convenzionale di abbigliamento comporta infatti percorsi che vanno da migliaia a decine di migliaia di chilometri, dalla fibra al capo finito.

![US startup Variloom has developed a proprietary 3D printing and materials system that integrates into brands’ existing workflows](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/02/Variloom-printer-1-scaled-e1770203447994-340x252.jpg)

"I nostri obiettivi principali sono avvicinare la produzione a brand e fornitori, offrire soluzioni personalizzabili e lavorare con materiali sostenibili e riciclabili", ha dichiarato Bethany Meuleners, responsabile Apparel/Textile Design & Development di Variloom.

[Variloom utilizza poliuretano termoplastico biobased per garantire durabilità e resistenza alla trazione](https://www.voxelmatters.com/vivobarefoot-goes-additive-to-solve-for-footwear-sustainability/), combinato con fibre naturali e additivi derivati da scarti agricoli e tessili. Test condotti da terze parti hanno dimostrato che i materiali mantengono le proprie caratteristiche attraverso tre cicli di riciclo, in un settore in cui meno dell’1% dei tessuti dei capi d’abbigliamento viene effettivamente trasformato in nuovi vestiti.

L’azienda ha già collaborato con il produttore giapponese di zip YKK e con il brand australiano di abbigliamento sportivo Rip Curl, con prodotti previsti sul mercato nel 2026. YKK ha utilizzato la tecnologia per realizzare tiretti per zip senza dover soddisfare gli elevati quantitativi minimi richiesti dallo stampaggio a iniezione, riducendo al contempo l’impronta di carbonio ed eliminando la necessità di stampi metallici per design personalizzati.

Rip Curl ha invece adottato il sistema per boardshort realizzati in TPU biobased e lana, in sostituzione dell’elastan, mantenendo le prestazioni anche in condizioni di surf particolarmente impegnative, con esposizione a raggi UV, acqua salata e agenti chimici. La precisione del processo produttivo ha inoltre consentito modifiche progettuali, come cinture rinforzate e pannelli di ventilazione.

Jake Koh, CEO dell’Hong Kong Research Institute of Textiles and Apparel, che ha validato la riciclabilità dei materiali Variloom e co-sviluppato la macchina di stampa, ha sottolineato l’integrazione tra materiali e hardware. «La macchina di stampa funziona in modo perfettamente sinergico con i materiali Variloom, aggiungendo una nuova e potente dimensione», ha affermato.

Variloom prevede di avviare un impianto pilota nel 2026, segnando il passaggio dalla ricerca alla produzione su scala.