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title: "La Koç University ripara anfore antiche con stampa 3D e sensori integrati"
url: https://www.voxelmatters.com/it/la-koc-university-ripara-anfore-antiche-con-stampa-3d-e-sensori-integrati/
date: 2026-08-03
modified: 2026-08-03
lang: it
author: "Joseph Caron-Dawe"
description: "Ingegneri e archeologi del Manufacturing and Automation Research Center (MARC) e del Mustafa V. Koç Maritime Archaeology Research Center (KUDAR) della Koç University hanno sviluppato un metodo di conservazione innovativo..."
categories:
  - "Manifattura additiva per la ceramica"
  - "Processi stampa 3D"
  - "Ricerca AM"
  - "Servizi di scansione 3D"
  - "Sostenibilità"
tags:
  - "future"
image: https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/08/Sensor-embedded-3D-printed-repairs-01-640x361.jpg
word_count: 299
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# La Koç University ripara anfore antiche con stampa 3D e sensori integrati

Ingegneri e archeologi del Manufacturing and Automation Research Center (MARC) e del Mustafa V. Koç Maritime Archaeology Research Center (KUDAR) della Koç University hanno sviluppato un metodo di conservazione innovativo che [utilizza la stampa 3D per ricostruire le sezioni mancanti di anfore archeologiche](https://www.voxelmatters.com/it/gli-scanner-shining-3d-in-soccorso-del-patrimonio-architettonico-cinese/), integrando al contempo sensori per monitorarne le condizioni nel tempo.
![Koç University engineers 3D printed, sensor-embedded repairs for ancient amphorae](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/08/Sensor-embedded-3D-printed-repairs-02-340x225.jpg)
Il processo parte dalla fotogrammetria: centinaia di fotografie sovrapposte dell'anfora vengono elaborate per generare un modello digitale tridimensionale. I ricercatori ricostruiscono quindi digitalmente la sezione mancante e producono un inserto personalizzato tramite manifattura additiva.
A differenza delle tradizionali riparazioni in gesso, il pezzo stampato può ospitare sensori che rilevano temperatura, umidità, pH e stress fisico — condizioni che possono favorire la migrazione dei sali, la deformazione e le microfratture nelle ceramiche.

Poiché i sensori si trovano all'interno della riparazione stessa anziché altrove nella teca espositiva, i dati raccolti sono specifici per ciascun oggetto.

## Test su due collezioni

I ricercatori hanno testato la metodologia su anfore Günsenin IV recuperate dal relitto di Çamaltı Burnu I, esposte al Museo Archeologico di Bandırma in Turchia, e su una collezione mista di anfore della costiera amalfitana conservata presso la Villa Romana e Antiquarium di Minori, in Italia.

Le prime misurazioni in entrambi i siti hanno dimostrato che i sensori integrati sono in grado di registrare le variazioni giornaliere di temperatura e umidità, oltre ai pattern di forza rilevati dal sensore di stress.

[Lo studio, pubblicato sul *Journal of Cultural Heritage*](https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1296207425002080), si è concentrato sulla presentazione e valutazione della metodologia stessa; gli autori hanno indicato che lavori futuri ne esamineranno i risultati, le applicazioni pratiche e la convenienza economica.

[L'approccio è pensato come un processo riproducibile per documentare, ricostruire e monitorare le ceramiche archeologiche](https://www.voxelmatters.com/the-ward-collection-of-3d-printed-vases-is-inspired-by-ancient-egypt/), con particolare rilevanza per i manufatti marini che spesso richiedono trattamenti individualizzati a causa del deterioramento subacqueo.