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title: "La FAMU guida l’innovazione nella stampa 3D spaziale"
url: https://www.voxelmatters.com/it/la-famu-guida-linnovazione-nella-stampa-3d-spaziale/
date: 2025-07-10
modified: 2025-07-10
lang: it
author: "Edward Wakefield"
description: "Secondo quanto reso noto dalla Florida A&M University (FAMU), una ricerca innovativa nel campo della stampa 3D avanzata potrebbe trasformare radicalmente il modo in cui gli astronauti si autosostengono durante..."
categories:
  - "AM per lo spazio"
  - "Ricerca AM"
tags:
  - "future"
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# La FAMU guida l’innovazione nella stampa 3D spaziale

Secondo quanto reso noto dalla [Florida A&M University (FAMU),](https://news.famu.edu/2025/revolutionary-3d-printing-technology-at-famu-could-transform-space-exploration.php) una ricerca innovativa nel campo della stampa 3D avanzata potrebbe trasformare radicalmente il modo in cui gli astronauti si autosostengono durante le missioni spaziali di lunga durata, eliminando la dipendenza dai materiali inviati dalla Terra e abilitando[ la produzione on-demand direttamente nello spazio](https://www.voxelmatters.com/it/voxelmatters-aerospace-am-focus-2025-ebook/).

Il progetto pionieristico, guidato dal professor Subramanian Ramakrishnan del Dipartimento di Ingegneria Chimica e Biomedica del FAMU-FSU College of Engineering, ha ottenuto [un finanziamento NASA](https://www.voxelmatters.com/it/la-nasa-sceglie-elementum-3d-per-il-progetto-lunar-am/) di 5 milioni di dollari per sviluppare materiali di nuova generazione, fondamentali per le future esplorazioni spaziali.

"Immaginate di poter[ stampare sensori,](https://www.voxelmatters.com/university-of-bristol-develops-laser-based-sensors-for-3d-printing/) schermature contro le radiazioni o persino tessuti funzionali nel corso di una missione spaziale", ha spiegato Ramakrishnan. "Questa capacità potrebbe rivoluzionare l’esplorazione spaziale, rendendo le missioni più sostenibili e adattabili agli imprevisti".

![FAMU researchers trailblaze in-space 3D printing - eliminating dependence on Earth-supplied materials and enabling on-demand manufacturing.](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/07/1024x768_RamaJemel2.jpg)Il professor associato Jamel Ali e il professor Subramanian Ramakrishnan. Credits: Scott Holstein.

## Materiali per la manifattura spaziale

Il team di Ramakrishnan sta sviluppando materiali bidimensionali avanzati denominati "MXeni", insieme a nanoparticelle metalliche e semiconduttive, per creare inchiostri altamente specializzati progettati per la stampa 3D in ambienti extraterrestri.

"Questi inchiostri vengono utilizzati per stampare di tutto, dai sensori per il rilevamento di gas e sollecitazioni, alle antenne, schermature contro le radiazioni e circuiti elettronici flessibili", ha aggiunto. "Sono particolarmente importanti per i materiali stampati in 3D destinati alle missioni spaziali".

La ricerca rappresenta un passo cruciale verso la manifattura in orbita (in-space manufacturing, ISM), permettendo agli astronauti di produrre ciò di cui hanno bisogno direttamente nello spazio, invece di dipendere da rifornimenti terrestri.

## Risorse extraterrestri

Tra le innovazioni più promettenti c’è l’uso del suolo lunare e marziano, [noto come regolite,](https://www.voxelmatters.com/it/gli-scienziati-del-laboratorio-tiandu-realizzano-con-successo-un-prototipo-di-stampante-3d-per-regolite-lunare/) per creare materiali di stampa specifici per le missioni future su Luna e Marte. Questo approccio consente di trasformare le risorse locali in materiali da costruzione utili, potenzialmente abilitando [forme sostenibili](https://www.voxelmatters.com/icon-3d-prints-homes-for-texas-am-agrilife-research-students/) di abitazione su altri pianeti.

Il progetto coinvolge anche un team interdisciplinare composto da Satyanarayan Dev (FAMU, Dipartimento di Ingegneria dei Sistemi Biologici), Richard Liang (Florida State University) e Margaret Samuels (NASA Goddard Space Flight Center).

"Il sistema ci consente di completare la produzione di sensori con pattern precisi in un singolo passaggio, garantendo un'integrazione di alta qualità e una progettazione on-demand", ha affermato Ramakrishnan.

![FAMU researchers trailblaze in-space 3D printing - eliminating dependence on Earth-supplied materials and enabling on-demand manufacturing.](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/07/1024x768_RamaJemel3.jpg)Il professore associato Jamel Ali e il professor Subramanian Ramakrishnan. Credits: Scott Holstein.

## Stampa di precisione

I ricercatori hanno sviluppato una tecnica innovativa chiamata stampa elettroidrodinamica (Electrohydrodynamic o EHD), che utilizza campi elettrici per depositare con precisione nanoparticelle destinate ad [applicazioni in sensori elettronici flessibili.](https://www.voxelmatters.com/3d-printed-sensors-enable-the-production-of-flexible-e-textiles/)

"Combinando questa tecnica con la polimerizzazione laser, possiamo produrre rapidamente i sensori e accelerare l’intero processo produttivo", ha spiegato Ramakrishnan. "Questo approccio è essenziale per le future missioni spaziali, specialmente [a bordo della Stazione Spaziale Internazionale](https://www.voxelmatters.com/vast-presents-haven-2-to-succeed-the-international-space-station-iss/)".

Per potenziare ulteriormente le proprie capacità, l’università ha acquisito[ un avanzato sistema di stampa 3D a 6 assi nScrypt](https://www.voxelmatters.directory/company/nscrypt/) grazie a un ulteriore finanziamento della National Science Foundation pari a 700.000 dollari. Tale attrezzatura consente la realizzazione di design complessi su superfici curve, particolarmente utile in ambito aerospaziale e biomedicale.

"Stiamo sperimentando nuove formulazioni di inchiostri e tecniche di stampa. Questo sistema ci sta aiutando a produrre sensori di nuova generazione per la NASA", ha precisato Ramakrishnan.

## Frontiere biomediche in microgravità

A complemento della ricerca sui materiali, il co-direttore e professore associato Jamel Ali sta studiando il comportamento delle cellule umane in ambienti di microgravità simili a quelli della Luna e di Marte.

Il team di Ali analizza l’autoassemblaggio dei tessuti stampati in 3D nello spazio, con potenziali applicazioni nella medicina rigenerativa e nell’espansione terapeutica delle cellule. Tra i suoi collaboratori ci sono Emily Pritchard (FSU Medical School) e ricercatori della Mayo Clinic di Jacksonville, in collaborazione con il NASA Kennedy Space Center.

La ricerca affronta anche le sfide specifiche della stampa 3D di materiali biologici su superfici curve, con applicazioni non solo per l’esplorazione spaziale ma anche per innovazioni mediche che potrebbero apportare benefici anche ai pazienti sulla Terra.