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title: "Dal telaio alla toilette: quattro esempi di restauro con la stampa 3D nel 2025"
url: https://www.voxelmatters.com/it/from-looms-toilets-3d-printing-restoration-projects-2025/
date: 2026-01-01
modified: 2026-01-12
lang: it
author: "Tess Boissonneault"
description: "Nel clima delle festività e con l’anno che volge al termine, è il momento di guardare indietro ad alcuni momenti speciali della stampa 3D nel 2025. In questo articolo ci..."
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# Dal telaio alla toilette: quattro esempi di restauro con la stampa 3D nel 2025

Nel clima delle festività e con l’anno che volge al termine, è il momento di guardare indietro ad alcuni momenti speciali della stampa 3D nel 2025. In questo articolo ci concentriamo su una selezione di progetti di restauro particolarmente interessanti, che mostrano come la stampa 3D non sia solo una tecnologia orientata all’innovazione futura, ma anche uno strumento concreto per preservare storia e tradizione.

## La stampa 3D al servizio di Harris Tweed

[![From looms to toilets: four 3D printing restoration projects from 2025](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/05/harris-tweed-1.jpeg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/05/harris-tweed-1.jpeg)

Il marchio tessile Harris Tweed ha svolto un ruolo fondamentale nel portare i tradizionali tweed scozzesi sui mercati di tutto il mondo. I tessuti dell’azienda, tutelati dall’Harris Tweed Act, sono realizzati attraverso processi di tessitura tradizionali ed esclusivamente da residenti delle Ebridi Esterne. Per supportare gli artigiani che producono questi pregiati e resistenti tessuti in lana, Harris Tweed ha [fatto ricorso alla stampa 3D](https://www.voxelmatters.com/3d-printing-helps-tradition-live-on-at-harris-tweed/) per riprodurre componenti specializzati destinati ai telai tradizionali.

In passato, quando un componente di un telaio si rompeva, i tessitori erano costretti a prendere in prestito pezzi, arrangiarsi con soluzioni fai-da-te o attendere anche mesi per reperire parti ormai rare. Per superare questo ostacolo, Harris Tweed Loom Spares Co. ha collaborato con il National Manufacturing Institute Scotland (NMIS) per stampare in 3D i componenti su richiesta. I pezzi, realizzati in un materiale termoplastico composito, possono essere prodotti in poche ore e hanno un costo pari a circa l’1% di quello del componente originale.

"Siamo orgogliosi della nostra maestria artigianale e della nostra tradizione, ma sappiamo anche che l’innovazione è fondamentale per mantenere il settore solido nel lungo periodo", ha dichiarato Kelly McDonald, operations manager della Harris Tweed Authority. "La collaborazione con NMIS rappresenta un passo importante per rendere i telai — essenziali per la produzione dell’Harris Tweed — a prova di futuro. Grazie alla possibilità di sostituire rapidamente i componenti, in modo semplice e accessibile, i nostri tessitori possono concentrarsi su ciò che sanno fare meglio, senza preoccuparsi dei ritardi. Questo non solo tutela il futuro del nostro tessuto, ma sostiene anche i mezzi di sussistenza della comunità isolana che dedica le proprie competenze alla conservazione di questa tradizione".

## La stampa 3D per la conservazione dei film al BFI

[![British Film Institute BFI uses 3D printing to restore systems](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/09/bfi-3dprinter-3-scaled.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/09/bfi-3dprinter-3-scaled.jpg)

In un’altra iniziativa dedicata alla conservazione di apparecchiature essenziali ma ormai datate, il [British Film Institute (BFI) ha adottato la stampa 3D nel proprio reparto di restauro](https://www.voxelmatters.com/bfi-using-3d-printing-restore-film-equipment/). In particolare, un team del BFI utilizza la scansione 3D EinScan e la stampa 3D Formlabs per sostituire componenti di diverse attrezzature rare per il restauro, tra cui ingranaggi, nuclei, rulli per pellicole, ventole di raffreddamento, distanziatori e guide.

Grazie alla stampa 3D interna, il team tecnologico dell’archivio BFI riesce a mantenere operativi sistemi critici e a proseguire il restauro di film e altri supporti fisici conservati negli archivi. Il flusso di lavoro prevede generalmente la scansione 3D del pezzo originale, la rifinitura del modello digitale e la successiva stampa. Dopo la stampa, i componenti vengono puliti e sottoposti a un ulteriore ciclo di polimerizzazione per migliorarne le proprietà. Oltre al ripristino delle attrezzature esistenti, il team utilizza la stampa 3D anche per progettare nuovi componenti, come rulli guida per un pulitore di nastri video da due pollici.

"Con l’evoluzione della tecnologia, servono nuove soluzioni per affrontare problemi del passato", ha fatto sapere il BFI. "Adottando tecnologie all’avanguardia come la Form 3L, i nostri tecnici possono dare nuova vita ad attrezzature storiche e garantire che queste macchine fondamentali continuino a funzionare anche in futuro".

## Repliche stampate in 3D di statue del XIV secolo

[![14th century statue 3D printed National Trust MTC](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/04/MTC-Charter-House-Statue-Images-31.03.2025-06.jpeg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/04/MTC-Charter-House-Statue-Images-31.03.2025-06.jpeg)

Vogliamo poi richiamare l’attenzione su un altro progetto di restauro con la stampa 3D nel Regno Unito, che avevamo raccontato per la prima volta ad aprile. Il Manufacturing Technology Centre (MTC) ha collaborato con il National Trust per [sostituire due statue scomparse da tempo presso la Coventry Charterhouse](https://www.voxelmatters.com/mtc-3d-prints-replicas-of-14th-century-statues-for-national-trust-property/), un ex monastero classificato Grade I. Le statue del XIV secolo, raffiguranti San Dionigi e San Lorenzo, erano rimaste nascoste per secoli, ritrovate nel XVIII secolo, perse nuovamente e infine recuperate, ma mai riportate nella loro sede originaria.

Grazie alla scansione e alla stampa 3D, il MTC è riuscito a realizzare repliche fedeli degli artefatti e a riportarle a Coventry. Jennie Rutte, Manager dell’Historic Coventry Trust, ha commentato: "È davvero straordinario vedere queste statue tornare nella loro collocazione originale alla Charterhouse, anche se sotto forma di copie. Vederle in situ permetterà ai visitatori di esplorare e comprendere meglio il patrimonio della Charterhouse e il suo ruolo nella storia più ampia di Coventry".

## Il sedile del WC stampato in 3D di Harrison Ford

[![From looms to toilets: four 3D printing restoration projects from 2025](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/09/toilet.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/09/toilet.jpg)No, questo non è il WC di Harrison Ford

Nel corso dell’anno, il settore della stampa 3D si è divertito a scoprire che l’attore Harrison Ford possiede un [sedile per WC stampato in 3D](https://www.voxelmatters.com/jay-leno-3d-prints-toilet-seat-harrison-ford/) nel bagno del suo ufficio di casa. Ancora più curioso, però, è il modo in cui è nato questo pezzo unico. Secondo l’attore, dopo anni passati senza riuscire a trovare un ricambio originale per un WC ormai fuori produzione, si è rivolto all’ex conduttore del *Tonight Show* Jay Leno, noto anche per il suo utilizzo della stampa 3D nel restauro di automobili.

"Non lo vedevo da 12 anni, da quando aveva lasciato lo show, ma sapevo che aveva queste stampanti 3D", ha raccontato Ford in un’intervista al podcast *Wild Card with Rachel Martin* [su YouTube](https://youtu.be/vPq4voIkgpk). "Avevo questo sedile per un WC che non è più in produzione e che si era scolorito in modo davvero poco gradevole". Fortunatamente, Leno e il suo team sono riusciti a realizzare il ricambio, che a quanto pare ha lasciato Ford particolarmente colpito.

Come dimostrano questi progetti, che si tratti di un antico telaio, di un’attrezzatura di restauro obsoleta o persino di un sedile per WC, la stampa 3D è più che all’altezza della sfida del restauro.