Freemelt riceve un ordine da un cliente industriale in Nord America
È stato richiesto uno studio di fattibilità per convalidare la tecnologia E-PBF di Freemelt per la manifattura di nuove leghe destinate ad applicazioni a temperature elevate.
Freemelt, sviluppatore svedese di tecnologie di stampa 3D, ha ricevuto un ordine da parte di un cliente industriale del Nord America per uno studio di fattibilità volto a convalidare la propria tecnologia E-PBF per la produzione di nuove leghe destinate ad applicazioni a temperature elevate. Secondo quanto riferito, il cliente in questione sarebbe un’azienda pionieristica specializzata in tecnologie avanzate di manifattura additiva per fornire soluzioni innovative a settori quali l’aerospaziale, l’automobilistico e l’energetico.
“Grazie all’intensificazione dei nostri sforzi di commercializzazione in Nord America, stiamo riscontrando un crescente interesse per la nostra tecnologia da parte delle aziende industriali che stanno passando alla manifattura additiva. Sono lieto che un’altra azienda industriale abbia scelto di convalidare la tecnologia E-PBF (Electron Beam Powder Bed Fusion) di Freemelt per la manifattura di metalli ad alta temperatura, ampliando ulteriormente la nostra presenza in Nord America”, ha affermato Daniel Gidlund, CEO di Freemelt. “Gli studi di fattibilità sono il primo passo fondamentale per realizzare la produzione in serie attraverso la tecnologia AM. Questi colmano il divario tra l’idea e la produzione, dimostrando che la manifattura additiva è una soluzione fattibile, economica e scalabile per la produzione in serie. Tali studi forniscono inoltre la base di dati necessaria per andare avanti, riducendo al minimo i rischi e garantendo la predisposizione per la produzione industriale in serie. Gli studi di fattibilità sono fondamentali per la commercializzazione di Freemelt, in quanto riguardano applicazioni industriali che si adattano bene alla tecnologia E-PBF e che, nel corso del tempo, si tradurranno in nuovi ordini per la macchina industriale eMELT”.
Alcuni mesi fa, Freemelt ha ricevuto un ordine dal Nuclear AMRC per parti in tungsteno stampate in 3D per uno studio di ricerca finalizzato all’ulteriore sviluppo di componenti in tungsteno, altamente richiesti per l’ impiego nelle applicazioni di energia da fusione.




