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title: "Fondi di caffè, funghi e altri materiali di origine biologica usati per la stampa 3D"
url: https://www.voxelmatters.com/it/fondi-di-caffe-funghi-e-altri-materiali-di-origine-biologica-usati-per-la-stampa-3d/
date: 2025-02-21
modified: 2025-02-21
lang: it
author: "Tess Boissonneault"
description: "Un team di ricerca dell’Università di Washington ha sviluppato un materiale compostabile per la stampa 3D, realizzato con una combinazione di fondi di caffè e spore di funghi, che potrebbe..."
categories:
  - "Dispositivi indossabili"
  - "Prodotti di consumo"
  - "Sostenibilità"
tags:
  - "Featured"
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# Fondi di caffè, funghi e altri materiali di origine biologica usati per la stampa 3D

Un team di ricerca dell’Università di Washington ha sviluppato un materiale compostabile per la stampa 3D, realizzato con una combinazione di fondi di caffè e spore di funghi, che potrebbe rappresentare un’alternativa alla plastica nelle applicazioni di packaging. Il materiale, denominato [Mycofluid](https://www.liebertpub.com/doi/10.1089/3dp.2023.0342), è una pasta composta da fondi di caffè esausti, farina di riso integrale, spore di fungo Reishi, gomma xantana e acqua.

L’idea alla base di Mycofluid è nata dalla ricerca della dottoranda Danli Luo, che ha riconosciuto nei residui di caffè un sottoprodotto ricco di nutrienti, ideale per la crescita dei funghi. L'obiettivo, tuttavia, non era coltivare funghi, bensì favorire la formazione di una "pelle" miceliale—un sistema radicale fungino in grado di agire come legante tra i fondi di caffè e dare origine a un materiale leggero e resistente all’acqua.

[![Coffee grounds fungus biomaterial](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/02/mycofluid-2.jpeg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/02/mycofluid-2.jpeg)(Image: Luo et al./Stampa 3D e manifattura additiva)

Per la stampa del materiale Mycofluid, Luo ha progettato una testina di stampa 3D personalizzata per una stampante Jubilee 3D, in grado di contenere fino a un litro di questa particolare miscela. Utilizzando tale configurazione, il team ha stampato in 3D diversi oggetti, tra cui imballaggi per piccoli bicchieri in vetro e vasi, sfruttando la miscela arricchita con spore. Una volta stampati, i componenti venivano lasciati in un contenitore di plastica chiuso per 10 giorni, periodo sufficiente per consentire la crescita del micelio e la formazione di un rivestimento protettivo attorno alla struttura Mycofluid. Successivamente, le parti venivano essiccate per 24 ore per interrompere la crescita del fungo prima della comparsa di eventuali corpi fruttiferi.

Secondo i ricercatori, i pezzi stampati risultavano leggermente più pesanti del polistirene espanso (Styrofoam), ma garantivano una resistenza paragonabile ai materiali da imballaggio non riciclabili. "Siamo particolarmente interessati a sviluppare sistemi adatti a piccoli produttori e artigiani che realizzano prodotti in serie limitata—ad esempio, oggetti in vetro delicati che richiedono un imballaggio resistente per la spedizione", ha spiegato Luo. "Stiamo quindi lavorando a nuove formulazioni di materiali che possano sostituire il polistirene con alternative più sostenibili, facilmente personalizzabili per la produzione su piccola scala."

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2024/07/lowpoly-5.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2024/07/lowpoly-5.jpg)

Arredi da bar, sgabelli e lampade stampati in 3D con materiali LOWIMPACTL’innovativo materiale sviluppato da Luo si unisce a una crescente gamma di materiali di stampa 3D derivati da risorse organiche e sottoprodotti alimentari. E questa non è la prima volta che i fondi di caffè vengono utilizzati come base per materiali di stampa 3D. Ad esempio, l’azienda spagnola LOWPOLY, specializzata in stampa 3D sostenibile, ha sviluppato un materiale denominato LOWIMPACT, composto da una miscela di fondi di caffè e PLA. Questo materiale è stato impiegato per stampare in 3D arredi e complementi d’arredo, tra cui lampade, sgabelli e persino un bancone da bar per una caffetteria di Barcellona. Questi elementi, progettati dall’architetto italiano Arturo Tedeschi, sono attualmente esposti presso il D·Origen Coffee Shop, situato all’interno della Casa Calvet di Gaudí.

Un [altro recente progetto, O°, sviluppato dal laboratorio di design OXMAN,](https://www.voxelmatters.com/oxmans-latest-project-is-100-biodegradable-3d-printed-shoes/) si è concentrato sull’uso di materiali organici e biodegradabili per la realizzazione di prodotti di consumo. In particolare, il team di OXMAN ha sviluppato calzature stampate in 3D utilizzando poliidrossialcanoati (PHA), una famiglia di termoplastici organici derivati da batteri. "I PHA sono da tempo considerati una valida alternativa alle plastiche di origine petrolchimica", ha affermato Neri Oxman, CEO e fondatrice di OXMAN. "Abbiamo migliorato ulteriormente il potenziale di questi materiali con O°, una nuova tecnologia per la progettazione e fabbricazione di prodotti che minimizza l’impatto ambientale e favorisce la rigenerazione dell’ecosistema a fine ciclo di vita. Siamo entusiasti di presentare il nostro primo prodotto realizzato con questa tecnologia: la scarpa O°, composta al 100% da PHA, completamente biodegradabile e priva di componenti petrolchimici o microplastiche."

[![OXMAN Biodegradable shoes](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2024/11/oxman-shoes-2.jpeg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2024/11/oxman-shoes-2.jpeg)

Le scarpe O° sono realizzate a partire da una base in maglia 3D e da un rivestimento esterno stampato in 3D  (Foto: OXMAN)Vi sono molti altri materiali sostenibili in fase di sviluppo per la stampa 3D e applicazioni innovative, tra cui una miscela a base di noccioli di dattero utilizzata per realizzare splendide piastrelle decorative, [una batteria vivente stampata in 3D](https://www.voxelmatters.com/empa-researchers-3d-print-biodegradable-fungal-batteries/) a partire da un fungo biodegradabile e [bioceramiche stampate in 3D ottenute da prodotti di scarto come carapaci di aragosta e gusci d’uovo,](https://www.voxelmatters.com/it/dalla-collaborazione-di-due-studi-di-design-nasce-un-biocomposito-per-stampa-3d-ricavato-dal-carapace-di-aragosta/) sviluppate da MANUFACTURA e bioMatters. Puoi trovare altre notizie sulla [manifattura additiva e la sostenibilità qui.](https://www.voxelmatters.com/it/categoria/sostenibilita/)