Cold spray e stampa 3D per salvare i ponti: il progetto pilota in Massachusetts
UMass Amherst e MIT rivoluzionano la manutenzione delle infrastrutture, a partire da un ponte del 1949
Secondo quanto reso noto dalla University of Massachusetts Amherst (UMass Amherst), la manifattura additiva a cold spray è stata utilizzata con successo in una dimostrazione di riparazione su un ponte a Great Barrington (Massachusetts), segnando un primati storico nel settore. Il progetto pilota ha interessato il “Red Bridge” (in precedenza noto come “Brown Bridge”), costruito nel 1949, e ha visto la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria Meccanica del MIT.
La tecnologia consiste nel proiettare polveri metalliche ad alta velocità tramite gas compressi, depositando il materiale su sezioni corrose per ripristinare spessore e integrità strutturale. Sebbene l’uso sia già consolidato nei settori aerospaziale e navale, non era mai stata applicata prima d’ora a ponti stradali.
“Ora che abbiamo completato con successo questa riparazione dimostrativa, vediamo una soluzione chiaramente più veloce, economica, semplice e meno invasiva”, ha affermato Simos Gerasimidis, professore associato di UMass Amherst e responsabile del progetto.
Negli Stati Uniti, quasi metà dei ponti è classificata in condizioni “accettabili” e il 6,8% in condizioni “scarse”, secondo il Report Card for America’s Infrastructure 2025. In Massachusetts, il 9% dei ponti richiede interventi urgenti, ma i fondi non sono sufficienti. Il cold spray potrebbe rappresentare una soluzione scalabile e poco invasiva, permettendo riparazioni senza interrompere il traffico. “Potremo intervenire sul ponte mentre le auto continuano a passare”, ha aggiunto Gerasimidis.
Il team ha anche utilizzato la scansione 3D LiDAR per identificare con precisione i danni e creare piani di intervento digitali. “Combinando la scansione con il deposito mirato di materiale, possiamo intervenire in modo selettivo… e dare al ponte altri 10 anni di vita”, ha spiegato il professore.
Il progetto è stato sostenuto dal MassDOT, dal Dipartimento dei Trasporti statunitense e da MassTech. Le attrezzature sono state finanziate attraverso il programma Massachusetts Manufacturing Innovation Initiative, volto a favorire la commercializzazione di tecnologie avanzate per la manutenzione infrastrutturale.
Il ponte verrà demolito tra alcuni anni, e UMass recupererà le travi riparate per confrontare le prestazioni in campo con i risultati di laboratorio. “Questa è una collaborazione straordinaria», ha commentato John Hart, professore di ingegneria meccanica al MIT, “Siamo solo all’inizio di una trasformazione digitale nei processi di ispezione, riparazione e manutenzione dei ponti”.




