Cibo stampato in 3D: Revo Foods fa crescere la sua tecnologia multi-ugello
Sei stampanti in funzione e una raccolta da 2,3 milioni di dollari: l'azienda austriaca punta al pareggio e alla redditività entro il 2027

L’azienda foodtech austriaca Revo Foods punta a raggiungere la redditività entro il terzo trimestre del 2027, mentre porta su scala il suo processo brevettato di stampa 3D per alternative vegetali al pesce e al pollo. L’azienda viennese dispone di sei stampanti in grado, secondo quanto dichiarato, di produrre un alimento ogni tre secondi, e sta raccogliendo 2 milioni di euro per sostenere la crescita.
David Petuzzi, CEO di Revo Foods, ha dichiarato che l’azienda prevede per il 2026 una crescita delle vendite tra l’80% e il 90%, dopo un aumento a tre cifre nel 2025. Revo ha chiuso il primo semestre con ricavi in aumento del 70% su base annua e prevede vendite annuali di circa 1,5 milioni di euro. “Il nostro obiettivo è diventare redditizi entro il terzo trimestre del prossimo anno”, ha affermato Petuzzi.
Revo ha inizialmente riprodotto la texture del salmone integrando strati di proteine e grassi, per poi estendere la gamma ad altre alternative ai prodotti ittici e lanciare El Pollo, un’alternativa al pollo realizzata con micoproteina fornita da terzi.
L’azienda ha trasformato la stampa 3D alimentare da processo a lotti a produzione continua. Ogni stampante monta 16 ugelli, che permettono a una sola macchina di produrre otto filetti contemporaneamente, e lo stesso impianto può produrre a rotazione alternative al pesce bianco, al salmone e al pollo.
Invece di acquistare apparecchiature industriali più grandi, Revo prevede di aggiungere stampanti e ugelli, un approccio modulare che permette di fermare singole macchine senza bloccare la linea. Secondo Petuzzi, i componenti di ogni stampante costano circa 25.000 euro e l’azienda stima un ritorno sull’investimento inferiore a due mesi per ogni macchina aggiuntiva.
Finanziamenti e pareggio
Finora l’azienda si è assicurata 1 milione di euro del round, dopo aver già raccolto capitali da business angel, crowdfunding e contributi pubblici austriaci. Petuzzi ha spiegato che gli investitori di venture capital cercano sempre più spesso aziende del plant-based in grado di raggiungere valutazioni molto elevate, motivo per cui Revo si sta rivolgendo anche a family office e business angel.
“Ci serve solo un altro milione e con questo possiamo raggiungere il pareggio”, ha dichiarato Petuzzi.
Germania e Austria generano circa l’80% dei ricavi, con una crescita trainata da nuovi inserimenti a scaffale nella grande distribuzione e da vendite più forti nei negozi già serviti, anche se, secondo Petuzzi, i risultati variano molto a seconda della zona.
Negli Stati Uniti, Revo è entrata sul mercato grazie a una partnership con Juicy Marbles, azienda slovena di proteine alternative, che ha venduto con il proprio marchio le alternative al salmone e al pesce bianco di Revo.






