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title: "Certottica testa il recupero dei residui di lenti per la stampa 3D per il progetto Micro-Alps"
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date: 2026-02-05
modified: 2026-02-05
lang: it
author: "Davide Sher"
description: "A Milano, durante MIDO 2026, CertotticaGroup e i partner del progetto Micro-Alps, co-finanziato dal programma Interreg VI-A Italia–Austria, hanno presentato i primi risultati di una ricognizione sulla gestione dei residui..."
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  - "Eventi stampa 3D"
  - "Occhiali stampati in 3D"
  - "Prodotti di consumo"
  - "Sostenibilità"
tags:
  - "future"
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# Certottica testa il recupero dei residui di lenti per la stampa 3D per il progetto Micro-Alps

A Milano, durante [MIDO 2026](https://www.voxelmatters.com/eyewear-3d-printing-at-mido-2026-between-consolidation-and-sustainability/), CertotticaGroup e i partner del progetto Micro-Alps, co-finanziato dal programma Interreg VI-A Italia–Austria, hanno presentato i primi risultati di una ricognizione sulla gestione dei residui della molatura delle lenti nella regione alpina orientale.

![Certottica testa il recupero dei residui di lenti per la stampa 3D per il progetto Micro-Alps. Presentati a MIDO 2026 i dati dello studio](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2026/02/Seminario-MIDO-02.jpeg)

L’indagine rileva una produzione fortemente decentralizzata: il 70% degli intervistati esegue internamente la molatura e, tra questi, il 94% utilizza acqua. Quasi un terzo dei laboratori (circa 29–30%) non filtra l’acqua di lavorazione, con potenziali rilasci in rete idrica. Il 75% dichiara di smaltire correttamente i rifiuti solidi, che tuttavia finiscono in discarica o in inceneritore poiché costituiti da mix polimerici difficili da riciclare.

“È essenziale aumentare la consapevolezza ed educare sia i consumatori sia i produttori, poiché si agisce solo su ciò che si conosce”, ha detto Anna Mair, Project Assistant presso Ökoinstitut Südtirol/Alto Adige.

## Dalla vasca al filamento

Sul fronte applicativo, i partner hanno riprodotto in laboratorio il processo di molatura per isolare e trattare i residui dei materiali più diffusi, in particolare CR-39 (circa metà del mercato) e MR-8 (circa un quinto). Attraverso filtrazione, essiccazione e polverizzazione, il rifiuto con codice CER 15 02 03 è stato convertito in un filler da miscelare con polimeri vergini.

Le prime prove con percentuali di scarto dall’1% al 10% hanno prodotto filamenti idonei a essere testati nella stampa 3D di componenti legati all’ottica presso l’ADMIRE Research Center dell’Università della Carinzia. I test sono condotti in ambiente controllato su singoli polimeri separati alla fonte; la sfida successiva riguarda la trasferibilità nei laboratori ottici, dove gli scarti risultano spesso eterogenei e includono anche vetro.

## Cornice regolatoria e prossimi passi

Il lavoro si inserisce nel contesto del Regolamento UE 2023/2055, che disciplina l’immissione sul mercato di microparticelle sintetiche e dal 2027 introdurrà restrizioni anche per gli utilizzatori industriali di pellet e microplastiche presso i loro siti, secondo la cornice normativa dell’Unione europea.

“Il successo di questa iniziativa conferma l’importanza di un partenariato di eccellenza. La gestione delle microplastiche nell’eyewear non è più un’opzione, ma una sfida non rinviabile, legata alla salute delle persone e alla tutela dell’ambiente. I dati indicano la direzione: tecnologie di filtraggio accessibili anche ai piccoli laboratori e una cultura della separazione dei materiali”, ha affermato Corrado Facco, Amministratore Delegato di CertotticaGroup.