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title: "Calcestruzzo stampato in 3D: il progetto della University of Nevada, Reno per l’esercito USA"
url: https://www.voxelmatters.com/it/calcestruzzo-stampato-in-3d-il-progetto-della-university-of-nevada-reno-per-lesercito-usa/
date: 2024-12-22
modified: 2024-12-20
lang: it
author: "Edward Wakefield"
description: "Presso la University of Nevada, Reno, è in corso un progetto che potrebbe consentire all’esercito statunitense di produrre rapidamente infrastrutture – come edifici o ponti – durante missioni in prima..."
categories:
  - "Cemento"
  - "Difesa"
  - "Stampa 3D per costruzioni"
tags:
  - "future"
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word_count: 622
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# Calcestruzzo stampato in 3D: il progetto della University of Nevada, Reno per l’esercito USA

Presso la University of Nevada, Reno, è in corso un progetto che potrebbe consentire all’esercito statunitense di produrre rapidamente infrastrutture – come edifici o ponti – durante missioni in prima linea, senza dover ricorrere ai materiali da costruzione tradizionali. L’approccio prevede la [stampa 3D di strutture in calcestruzzo](https://www.voxelmatters.com/e3d-project-3d-printed-concrete-for-sustainable-facades/) direttamente sul campo, eliminando così la necessità di trasportare edifici completi o materiali in ambienti difficili, inclusi scenari di conflitto.

La ricerca è guidata dalla professoressa assistente di Ingegneria Civile e Ambientale, Floriana Petrone e dal professore associato di ricerca Sherif Elfass, in collaborazione con il Construction Engineering Research Laboratory (CERL) del US Army Engineer Research and Development Center (ERDC). La durata del progetto, [finanziato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti,](https://www.voxelmatters.com/spee3d-completes-us-dods-trident-warrior-exercise/) è prevista fino a giugno 2025.

Nell’autunno del 2024, il team ha eseguito un test di carico su un insieme di circa sette segmenti di calcestruzzo, uniti tramite un cavo in post-tensionamento che attraversa il centro dei componenti. Questa sezione di un prototipo di “ponte” ha resistito con successo a un carico di 7.000 libbre (circa 3.175 kg). Sensori collegati ai componenti hanno raccolto dati per successive analisi e simulazioni numeriche, condotte dal borsista post-dottorato Satish Paudel e dal ricercatore universitario Allen Rivas.

La prossima fase del progetto prevede l’ampliamento del campione di test con l’aggiunta di ulteriori componenti e l’indagine di metodi di connessione per accelerare la costruzione. L’obiettivo finale è fornire all’esercito una base tecnica solida per la stampa e l’assemblaggio di infrastrutture necessarie direttamente sul campo. Il team di Petrone sta esplorando come collegare i componenti stampati in 3D senza l’uso di attrezzature specializzate, garantendo comunque strutture affidabili e scalabili.

“Tutto potrebbe essere assemblato manualmente sul posto,” ha spiegato Petrone, sottolineando che il sistema di cablaggio non richiede attrezzature specializzate, rendendolo adatto a condizioni difficili, come quelle di una zona di guerra.

Le strutture progettate potrebbero essere smontate in parti e riassemblate in configurazioni diverse. Componenti strutturali identici offrono un design altamente adattabile e la ricerca mira a permettere agli ingegneri sul campo di collegare questi componenti in infrastrutture solide e affidabili. Il lavoro del team integra modellazione numerica, stampa 3D e costruzione segmentale per ottimizzare il design prima ancora dell’inizio della costruzione.

“[L’integrazione tra modellazione numerica, stampa 3D e costruzione segmentale](https://www.voxelmatters.com/mighty-buildings-the-california-way/) rappresenta uno strumento potente per prevedere le prestazioni strutturali prima dell’inizio dei lavori,” ha dichiarato Elfass. “Ciò consente di ottimizzare il posizionamento dei segmenti e il design dei componenti stampati, garantendo che le strutture rispettino i requisiti di resistenza e durata in diverse condizioni.”

Il team di Petrone sta adottando un approccio più rigoroso, riducendo il ricorso a metodi di tipo “trial-and-error,” per migliorare l’integrità e le prestazioni dei moduli in calcestruzzo stampato in 3D, simili ai LEGO. Il programma sperimentale, avviato all’inizio del 2024, include test su infrastrutture di tipo “ponte,” assemblate da moduli di calcestruzzo lunghi circa 91 cm. Le prestazioni del ponte sono state sia testate in via sperimentale sia validate attraverso simulazioni numeriche.

Mentre i primi lavori sulle strutture stampate in 3D si basavano spesso su metodi empirici, la University of Nevada, Reno, sta sviluppando un approccio più sistematico per garantire che queste strutture soddisfino le esigenze. Il progetto è concepito per potenziare le capacità dell’esercito nella costruzione di infrastrutture in ambienti remoti o ostili, combinando stampa 3D, costruzione segmentale e simulazione numerica avanzata per realizzare strutture affidabili e scalabili.

Nel Large-Scale Structures Laboratory (LSSL) dell’Università, il team di Petrone utilizza una stampante 3D di medie dimensioni fornita dall’esercito statunitense per produrre componenti in calcestruzzo a forma di “L” e “T”. I metodi vengono continuamente perfezionati con l’obiettivo di rendere processi di assemblaggio complessi fattibili in condizioni difficili, garantendo che le operazioni militari future possano trarre vantaggio da infrastrutture robuste prodotte su richiesta.