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title: "Boom Supersonic spicca il volo con l’AM"
url: https://www.voxelmatters.com/it/boom-supersonic-spicca-il-volo-con-lam/
date: 2025-07-18
modified: 2025-07-17
lang: it
author: "Davide Sher"
description: "In un settore basato su precisione e potenza, Boom Supersonic sta riscrivendo le regole impiegando polvere metallica e luce laser. Il passaggio dall’uso intensivo della stampa 3D a base polimerica..."
categories:
  - "AM Aerospaziale"
  - "Aviazione"
  - "Manifattura additiva a metallo"
  - "Materiali di consumo"
tags:
  - "Featured"
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# Boom Supersonic spicca il volo con l’AM

In un settore basato su precisione e potenza, [Boom Supersonic](https://www.voxelmatters.directory/company/boom-supersonic/) sta riscrivendo le regole impiegando polvere metallica e luce laser. Il passaggio dall’uso intensivo della stampa 3D a base polimerica per dime e attrezzature a un impiego strategico della tecnologia nel cuore dell’innovazione motoristica è la prova concreta del potenziale della manifattura additiva (AM). Per Ruslan Pshichenko, Manufacturing and Additive Engineer di Boom, non si tratta solo di stampare parti, ma di progettare una rivoluzione del volo, layer dopo layer.

## Dai materiali plastici ai metalli

Boom ha iniziato a utilizzare la stampa 3D fin dalle fasi iniziali del progetto XB-1, il primo dimostratore supersonico dell’azienda. "Avevamo le macchine, sapevamo che le avremmo usate, ma è stato solo quando ci siamo trovati davanti a degli ostacoli che ci siamo detti: aspetta un attimo, potremmo stamparlo", ricorda Pshichenko. Con l’aiuto di stampanti Stratasys FDM come la F900 e la F450mc, il team ha realizzato quasi 350 componenti in materiale termoplastico per il volo e oltre 750 guide di foratura.

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/07/IMG_7418-340x227.jpg)](https://www.voxelmatters.com/it/boom-supersonic-spicca-il-volo-con-lam/img_7418-2/)

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[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/07/10_18_2019_3D_Printed-parts-12-340x223.jpg)](https://www.voxelmatters.com/it/boom-supersonic-spicca-il-volo-con-lam/10_18_2019_3d_printed-parts-12-2/)

Ma questo era solo l’inizio. Con il passaggio a Overture, il primo jet commerciale di Boom, l’azienda ha compiuto un salto dai termoplastici ai metalli, preparando il terreno per il motore proprietario Symphony. Il cuore del Symphony, lo Sprint Core, viene validato per gradi attraverso più iterazioni. "Lo Sprint Core è la sezione centrale del Symphony, sviluppata come unità di test indipendente, che ci permette di iterare rapidamente usando componenti stampati in AM", spiega Pshichenko. "Comprende il compressore ad alta pressione, la camera di combustione e la turbina ad alta pressione. Testando solo il core, possiamo raccogliere dati fondamentali sulla combustione".

[La collaborazione con EOS](https://www.voxelmatters.com/boom-supersonic-3d-printed-193-metal-parts-and-counting-on-the-eos-m-400-4-system/) ha avuto inizio attraverso l’AM Turnkey Program, una soluzione di consulenza completa per accelerare l’adozione della stampa 3D industriale in Nord America.

A stretto contatto con il team Additive Minds, il programma supporta le aziende in tutte le fasi: dalla riprogettazione dei componenti alla configurazione dei sistemi, dalla formazione all’avviamento della produzione, il tutto all’interno del centro tecnico [EOS](https://www.voxelmatters.directory/company/eos/) di Pflugerville, in Texas. Combinando supporto in tempo reale, sviluppo applicativo su misura e una profonda conoscenza del settore, l’AM Turnkey Program consente a realtà come Boom di evitare errori costosi, crescere in modo efficiente e costruire un reparto AM interno pienamente operativo.

Grazie al sistema EOS M400-4, con quattro laser e un ampio volume di stampa (400 mm), Boom riesce a ottenere alti tassi di produzione. L’accordo iniziale ha permesso a Boom di acquistare la macchina e operarla inizialmente presso la sede [EOS](https://www.voxelmatters.directory/company/eos/), con supporto diretto dagli ingegneri dell’azienda. Ora la stampante è stata trasferita nel laboratorio di ricerca e sviluppo di Boom, segnando l’inizio di una nuova fase della collaborazione.

![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/07/DSC08938.jpg)Con il sistema EOS M400-4, Boom stampa componenti critici con rapidità e su larga scala.

L’accordo iniziale ha permesso a Boom di acquistare la macchina e metterla inizialmente in funzione presso la sede EOS, con supporto diretto dagli ingegneri dell’azienda. Ora la stampante è stata trasferita nel laboratorio di ricerca e sviluppo di Boom, segnando l’inizio di una nuova fase della collaborazione.

"È un programma davvero efficace", afferma Pshichenko. "Quando avevamo bisogno urgente di pezzi, ci ha aiutati ad aggirare la curva di apprendimento tipica della stampa metallica. EOS ci ha fornito accesso alla macchina per alcuni mesi, durante i quali i loro tecnici hanno prodotto i primi lotti. La loro esperienza ci ha permesso di ottenere rapidamente i componenti necessari".

"Ho viaggiato ogni mese per ricevere formazione pratica sulla macchina. È stata un’opportunità fondamentale per semplificare il nostro flusso di lavoro e velocizzare la produzione, evitando i ritardi legati all’apprendimento di processi complessi e delicati".

## Progettare il cuore di un motore supersonico

È qui che prende forma una flotta di palette, statori e guarnizioni. Ognuno dei 193 componenti stampati supporta la hot section del Symphony, in particolare l’area della turbina ad alta pressione (HPT), dove temperature e sollecitazioni mettono alla prova i materiali. Boom utilizza Haynes 282, una superlega a base di nichel progettata per ambienti estremi, perfetta per componenti critici come palette e statori.

[https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/07/SymphonyStandardAeroAssemblyAnimation.mp4](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/07/SymphonyStandardAeroAssemblyAnimation.mp4)

Pshichenko, alla guida del team AM, segue ogni fase del processo: "Queste parti si collocano al centro dello Sprint Core. Non sono dimostrative: sono reali, funzionali, e ci aiutano a validare ogni dettaglio delle prestazioni del motore". Si tratta di componenti destinati ai test funzionali, prodotti in condizioni reali.

Utilizzando il sistema[ EOS M400-4,](https://www.voxelmatters.com/the-present-and-future-of-am-according-to-eos-gregory-hayes-2/) Boom raggiunge alti tassi di produzione grazie alla presenza di quattro laser e a un ampio volume di stampa (400 mm). Una singola build con tre grandi statori richiede circa quattro giorni e mezzo e consuma 50 kg di polvere metallica, dimostrando la capacità produttiva e l’affidabilità industriale del sistema.

## Il potere della possibilità

I vantaggi della manifattura additiva in Boom vanno ben oltre la velocità. "Un nostro ingegnere aveva bisogno di uno strumento per distribuire uniformemente l’adesivo su una giunzione in carbonio lunga sei metri. Abbiamo stampato un prototipo su misura durante la notte. Questa è la flessibilità che la lavorazione meccanica non può offrire", racconta Pshichenko. Questa agilità progettuale ora si estende anche al metallo. "Gli ingegneri ci propongono idee ogni giorno: scambiatori di calore, tubi per impingement, guarnizioni. Avere la macchina EOS in-house ha cambiato il modo di pensare. Ora ci chiediamo: cos’altro possiamo stampare?"

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/07/Boom-3D-Print-Blog-04-340x227.jpg)](https://www.voxelmatters.com/it/boom-supersonic-spicca-il-volo-con-lam/boom-3d-print-blog-04-2/)

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/07/Boom-3D-Print-Blog-05-1-340x227.jpg)](https://www.voxelmatters.com/it/boom-supersonic-spicca-il-volo-con-lam/boom-3d-print-blog-05-1-2/)

[![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/07/Boom-3D-Print-Blog-06-340x227.jpg)](https://www.voxelmatters.com/it/boom-supersonic-spicca-il-volo-con-lam/boom-3d-print-blog-06-2/)

Le sfide non mancano: la stampa in metallo richiede strategie complesse per i supporti, depolverazione precisa e post-processing accurati (HIP, trattamenti termici, EDM). Ma con la giusta tecnologia, secondo Pshichenko, tutto è gestibile: "EOS è un punto di riferimento nella stampa 3D metallica. Per qualcosa di complesso come una paletta di turbina, serve il sistema più affidabile sul mercato".

## Il futuro del volo supersonico è additive

Guardando al futuro, le ambizioni di Boom sono chiare: "Nella nostra superfactory stiamo progettando una sala dedicata alla manifattura additiva. Non solo per lo Sprint Core, ma anche per componenti di volo, attrezzature, tutto ciò che può trarre vantaggio dall’additive".

![](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/07/Ruslan.jpg)Ruslan Pshichenko, Manufacturing e Additive Engineer

Le parti ora prodotte per il core del prototipo non voleranno, ma Boom segue da vicino i progressi del settore in materia di certificazione FAA. "Stiamo lavorando a stretto contatto con la FAA. La validazione è fondamentale. Ma il percorso è chiaro: non siamo soli. [GE, ad esempio, vola già con ugelli stampati in 3D](https://www.voxelmatters.com/ge-aviation-already-3d-printed-30000-fuel-nozzles-for-its-leap-engine/), anche se nessuno ha ancora messo in volo componenti rotanti. Questa sarà la prossima grande sfida".

Boom prevede che Overture sarà pronto per il trasporto passeggeri entro il 2029. Entro quella data, molti dei suoi sistemi, in particolare le componenti non strutturali e della cabina, potrebbero essere prodotti additivamente. Materiali termoplastici autoestinguenti come ULTEM 9085 CG sono già in uso e si stanno valutando anche nuove polveri per sinterizzazione selettiva (SLS).

In definitiva, la storia di Boom è una questione di visione progettuale. "Avremmo potuto fare tutto questo senza l’additive? Forse. Ma sarebbe stato dieci volte più difficile. L’additive ci permette di muoverci più in fretta, progettare in modo più intelligente e senza limiti", conclude Pshichenko.

 