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title: "BionicBee, il micro-drone ispirato alle api prende vita grazie alla stampa 3D"
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date: 2025-08-18
modified: 2025-08-18
lang: it
author: "Tess Boissonneault"
description: "L’uomo si è sempre ispirato alla natura per sviluppare materiali e sistemi più efficienti. Non tutti i tentativi sono stati coronati dal successo – basti pensare alla macchina volante di..."
categories:
  - "Droni/UAV"
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tags:
  - "Featured"
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# BionicBee, il micro-drone ispirato alle api prende vita grazie alla stampa 3D

L’uomo si è sempre ispirato alla natura per sviluppare materiali e sistemi più efficienti. Non tutti i tentativi sono stati coronati dal successo – basti pensare alla macchina volante di Leonardo da Vinci ispirata agli uccelli – ma altri hanno segnato veri e propri punti di svolta. È il caso di BionicBee, un micro velivolo sviluppato dallo specialista in automazione Festo.

Il BionicBee si distingue per la sua autonomia e per la capacità di muoversi in spazi ristretti e complessi, nonché di operare in sciame. Con un’apertura alare di 240 millimetri e un peso di appena 34 grammi, è oggi il più piccolo velivolo della Bionic Learning Network di Festo. Un risultato non privo di difficoltà, reso possibile dalla tecnologia [Fine Detail Resolution (FDR) di EOS.](https://www.voxelmatters.com/unlocking-new-levels-of-precision-with-eos-fine-detail-resolution-fdr/)

## L’idea alla base del BionicBee

“Il BionicBee è nato dalla Bionic Learning Network di Festo, che esplora soluzioni ingegneristiche ispirate alla natura per affrontare sfide reali,” ha spiegato Mattias Speckle. “In questo caso, l’idea era ripensare il volo autonomo studiando l’agilità e la straordinaria efficienza delle api.”

Il volo delle api, caratterizzato da battiti rapidi e rotazioni delle ali, unito a muscoli potenti, consente loro di spostarsi con ali relativamente piccole rispetto al corpo. Da qui l’intuizione: progettare un micro-velivolo leggero e altamente manovrabile, capace di comportamenti collettivi in sciame, per applicazioni in ambienti complessi.

[![3D printed BionicBee EOS Festo](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/08/BionicBee_grafik_geometrie_de.jpg)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/08/BionicBee_grafik_geometrie_de.jpg)Le api hanno un modo di volare unico, che permette loro di spostarsi rapidamente tra i fiori per raccogliere nettare e polline. Il loro movimento è caratterizzato da battiti d’ala brevi e rapidi, accompagnati da una rotazione dell’ala. In combinazione con muscoli di volo molto potenti, questo sistema consente alle api di volare in modo efficiente pur avendo ali relativamente piccole rispetto alle dimensioni del corpo.

“Anziché sviluppare un drone convenzionale, il team ha deciso di progettare un micro-velivolo che imitasse la struttura leggera e altamente manovrabile di un’ape, con l’obiettivo di abilitare comportamenti di sciame in ambienti complessi,” ha spiegato Mattias. “Il progetto è stato anche un modo per spingersi oltre i limiti del design e della manifattura, dimostrando ciò che è possibile quando i principi biologici incontrano l’ingegneria avanzata.”

## Trovare la giusta soluzione

Nel progettare il micro-veicolo volante autonomo, il team Festo ha dovuto trovare il giusto equilibrio tra una struttura piccola e leggera e, allo stesso tempo, resistente e funzionale. Era inoltre necessario ideare un design compatto che potesse comunque ospitare diversi componenti, tra cui un motore brushless, tre servomotori, un riduttore, una batteria e varie schede elettroniche.

Non sorprende quindi che la manifattura additiva si sia presto rivelata la soluzione ideale per lo sviluppo del BionicBee. “Fin dalle prime fasi del progetto è stato evidente che la manifattura additiva sarebbe stata indispensabile,” ha spiegato Mattias. “I requisiti di design del BionicBee – un telaio ultraleggero ma robusto, con geometrie estremamente fini e complesse – non potevano essere soddisfatti con metodi di produzione convenzionali. La necessità di integrare più componenti elettronici in una struttura incredibilmente piccola e leggera richiedeva una reticolazione ottimizzata, praticamente impossibile da realizzare senza AM.”

All’inizio, tuttavia, il team ha incontrato difficoltà nel raggiungere i giusti parametri di resistenza, flessibilità e risoluzione con la sinterizzazione laser selettiva (SLS) tradizionale. “La SLS convenzionale non riusciva a garantire strutture ultrafini e ad alta risoluzione, necessarie per bilanciare peso minimo e robustezza. Queste limitazioni hanno reso evidente la necessità di una soluzione diversa,” hanno dichiarato.

[![3D printed BionicBee EOS Festo](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/08/BionicBee_L1010948_Overlay.png)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/08/BionicBee_L1010948_Overlay.png)

La soluzione è arrivata con la [FORMIGA P 110 FDR di EOS](https://www.eos.info/polymer-solutions/polymer-printers/formiga-p-110-fdr), basata sulla tecnologia Fine Detail Resolution dell’azienda. Questa stampante 3D a polveri polimeriche è dotata di un laser CO con un fascio ultra-sottile (pari alla metà del diametro di un sistema SLS standard), che permette di realizzare componenti in nylon resistenti con un’accuratezza dimensionale di ±40 µm e uno spessore minimo delle pareti di 0,22 mm.

## Dare vita allo sciame

Collaborando con il partner austriaco 1zu1 e sfruttando la tecnologia FDR di EOS, Festo è riuscita a stampare con successo il telaio del BionicBee, raggiungendo tutti gli standard richiesti in termini di resistenza, capacità e leggerezza.

Il telaio in questione è stato stampato in 3D con PA 1101, un grado di nylon derivato dall’olio di ricino, noto per l’elevata resistenza agli urti e la stabilità termica. Inoltre, il team Bionic di Festo ha ottimizzato la struttura grazie a una modellazione guidata da algoritmi, riuscendo a ridurre il peso del componente dell’85%, passando da 20 a soli 3 grammi senza comprometterne le prestazioni.

[![3D printed BionicBee EOS Festo](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/08/BionicBee_graphic_degreesoffreedom_en.png)](https://www.voxelmatters.com/wp-content/uploads/2025/08/BionicBee_graphic_degreesoffreedom_en.png)In più, l’uso della manifattura additiva ha consentito al team di rispettare le scadenze e di testare rapidamente diverse versioni del telaio, senza allungare i tempi di sviluppo. “La stampa 3D ha reso possibili cicli di iterazione rapidi, un aspetto cruciale visto il calendario serrato del progetto,” ha spiegato Mattias. “Fin dall’inizio, Festo ha visto l’AM non come un’opzione, ma come tecnologia abilitatrice dell’intero concetto.”

Il risultato è un micro-veicolo ispirato alle api, capace di battere le ali a una frequenza di 15-20 hertz, con quattro gradi di libertà, che gli permettono di manovrare in spazi stretti e di volare in sciame. Festo lo ha dimostrato con uno sciame sincronizzato di 20 unità.

“BionicBee è diventato un esempio concreto di ciò che la manifattura additiva ad alta risoluzione può offrire nel design leggero,” ha aggiunto Mattias. “Il successo del progetto apre molte altre opportunità: dalla robotica aerea avanzata ai micro-veicoli volanti, fino a qualsiasi applicazione in cui riduzione del peso, geometrie complesse e iterazioni rapide siano fondamentali. In particolare, la capacità dimostrata di ridurre del 85% il peso del telaio mantenendo l’integrità strutturale evidenzia un enorme potenziale per applicazioni in ambito aerospaziale, automotive e persino medicale, dove sono richiesti componenti ultraleggeri, resistenti e di precisione.

“La collaborazione ha inoltre dimostrato come l’AM possa abbreviare i tempi di sviluppo, rendendola molto interessante per i settori orientati all’innovazione che puntano a passare rapidamente dal concetto al prototipo funzionale e alla produzione.”