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America Makes annuncia bando da 1,1 milioni di dollari per il progetto AAMI

Il programma Allied Additive Manufacturing Interoperability (AAMI) punta a garantire l’equivalenza e l’interoperabilità dell'AM tra le catene di fornitura del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e del Ministero della Difesa del Regno Unito

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America Makes e il National Center for Defense Manufacturing and Machining (NCDMM) hanno annunciato l’apertura di un nuovo bando, finanziato dall’Office of the Under Secretary of Defense for Research and Engineering’s Manufacturing Technology Office (OSD(R&E)), per un valore complessivo di 1,1 milioni di dollari. Il progetto, denominato Allied Additive Manufacturing Interoperability (AAMI) Program, ha l’obiettivo di stabilire un’equivalenza e interoperabilità nell’AM tra le catene di fornitura del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DoD) e del Ministero della Difesa del Regno Unito (MoD), con un focus sulla fusione laser a letto di polvere (L-PBF) per la produzione di componenti critici. Il programma si propone inoltre di identificare gli ostacoli all’interoperabilità tra alleati e di supportare lo sviluppo di strategie di qualificazione a livello internazionale. Sono previste due assegnazioni di finanziamento.

La manifattura additiva rappresenta una risorsa strategica per il comparto manifatturiero statunitense, grazie alla capacità di ridurre i tempi di produzione, consentire la personalizzazione su larga scala, diminuire il consumo energetico, realizzare geometrie complesse e produrre componenti on-demand. Questi vantaggi risultano cruciali sia per le nuove acquisizioni sia per il mantenimento delle piattaforme legacy. Tuttavia, la possibilità di scalare la produzione additiva dipende dalla disponibilità e capacità operativa dei sistemi di stampa 3D. Questo aspetto rende indispensabili collaborazioni industriali a livello nazionale e internazionale. Negli ultimi quattro anni, il potenziale della produzione distribuita nelle catene di fornitura ha suscitato un crescente interesse. Tuttavia, per implementare questo modello su larga scala, è fondamentale una conoscenza approfondita delle capacità produttive, dei materiali, delle tecnologie di manifattura additiva, dell’intento progettuale, delle specifiche tecniche e degli standard di qualificazione. La certificazione dei processi e dei componenti prodotti tramite AM resta dunque una sfida di primaria importanza dal punto di vista tecnologico ed economico.

Stati Uniti e Regno Unito condividono le stesse criticità nell’adozione della manifattura additiva, tra cui la qualificazione e certificazione dei processi, la protezione della proprietà intellettuale, la sicurezza nella trasmissione dei dati e l’integrazione delle catene di fornitura. Il programma AAMI, in linea con la Advanced Manufacturing Strategy del Regno Unito e il Regional Sustainment Framework (RSF) degli Stati Uniti, punta a superare questi ostacoli e a rafforzare la base industriale della difesa, rendendola più resiliente e adattabile alle esigenze logistiche complesse.

“L’attuale modello di supporto alla difesa si basa su materiali e processi ormai obsoleti, inadeguati rispetto alle sfide operative odierne. Questo progetto offre ai partecipanti l’opportunità di proporre un framework strutturato per la qualificazione dei fornitori di manifattura additiva, con un approccio orientato alle prestazioni per garantire una produzione coerente di componenti tra le nazioni alleate”, ha dichiarato Ben DiMarco, Technology Transition Director di America Makes. “Dimostrando l’equivalenza e l’interoperabilità della manifattura additiva tra Stati Uniti e Regno Unito, stiamo avanzando nelle metodologie di qualificazione per la fusione laser a letto di polvere, accelerando al contempo l’implementazione pratica di queste tecnologie. Questa iniziativa sottolinea il valore della collaborazione nell’affrontare le sfide tecniche, normative e logistiche, assicurando che la manifattura additiva possa generare benefici concreti per le operazioni di difesa degli alleati e per il personale militare.”

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