AM a metallo per la fusione: accordo tra F4E e AMAZEMET
Materiali, giunzione, rivestimenti e qualifica: il memorandum guarda a componenti come la prima parete di ITER
Fusion for Energy (F4E) ha firmato un protocollo d’intesa (MoU) della durata di cinque anni con AMAZEMET, PMI polacca specializzata in materiali avanzati e manifattura additiva a metallo. L’accordo nasce dall’invito a manifestare interesse (Call for Expression of Interest) lanciato da F4E, che punta a rafforzare i legami con le iniziative private e a sostenere la crescita dell’ecosistema europeo della fusione.
Il protocollo definisce un quadro per lo scambio di informazioni, buone pratiche e conoscenze tecniche in cinque ambiti: materiali e metodi di produzione avanzati; requisiti specifici della fusione per materiali e soluzioni produttive; tecnologie di produzione, giunzione e rivestimento; test e qualifica; codici e normative.
Focus tecnico sui componenti per la fusione
Secondo F4E, questi ambiti sono particolarmente rilevanti per i componenti interni alla camera da vuoto, come la prima parete di ITER. Le “piastrelle” metalliche sono esposte al calore estremo e ai carichi di radiazione del plasma e devono soddisfare requisiti molto stringenti.
Tra le complessità produttive, F4E ha indicato la giunzione tra il materiale di protezione e quello del dissipatore di calore, che richiede tecniche di bonding specifiche.
“La fusione impone requisiti che la maggior parte dei settori non incontra mai. I materiali devono resistere ai carichi termici e all’esposizione ai neutroni, e i componenti rivolti verso il plasma raramente sono fatti di un solo metallo”, ha dichiarato Łukasz Żrodowski, CEO di AMAZEMET.
“Collaborare con F4E ci permette di conoscere questi requisiti nel momento in cui vengono definiti, e non anni dopo, quando arrivano alla supply chain.”
Pierre-Yves Chaffard, Senior Projects Adviser di F4E, ha dichiarato: “Siamo lieti di avviare una collaborazione con AMAZEMET, un’azienda giovane e fortemente interessata a contribuire allo sviluppo della fusione. Il suo know-how può portare nuove soluzioni alle sfide ingegneristiche della fusione e, in cambio, la visione e l’esperienza maturate da F4E con ITER possono aiutarla a crescere ulteriormente e ad adattare le proprie competenze.”



